La prospettiva

Ora si guarda all’idrogeno e il Sud si conferma area strategica per le reti

di Luigia Ierace

3' di lettura

Il Sud si conferma strategico nelle rotte del gas oggi e dell’idrogeno domani. Con la ripresa economica nel 2021 i consumi di gas naturale sono saliti, la produzione nazionale è calata di oltre il 18% per attestarsi a poco più di 3 miliardi di metri cubi e si fanno i conti con le importazioni e lo scenario geopolitico internazionale.

Il volume di gas immesso in rete tra produzione nazionale e importazione dai 9 punti di ingresso italiani nel 2021 è stato di 71,3 miliardi di metri cubi (contro i 69,9 del 2020) di cui 31,5 da quelli del Sud. Scomponendo infatti il mix per provenienza, infatti, si vede che sono quasi raddoppiati i flussi dall’Algeria a Mazara del Vallo da 12 miliardi di metri cubi a 21,1 con oltre il 76% in più, ben 9,1 miliardi di metri cubi in più sul 2020; in calo quelli dalla Libia a Gela da 4,4 a 3,2 miliardi di metri cubi, mentre a fare la differenza proprio l'arrivo di 7,1 miliardi di metri cubi di gas azero con Tap. La Russia resta la prima fonte di approvvigionamento con quasi 28,1 miliardi di metri cubi (erano 28,4). Calano, invece, i volumi in arrivo dal Nord Europa, a Passo Gries da 8,6 miliardi di metri cubi a 1,8. Il Gnl cala da 12,59 a 9,7 miliardi nei terminali di Panigaglia, Livorno e Cavarzere.

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LA GEOGRAFIA DELLE RETI
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Sono le autostrade del gas che, unite alla politica sugli stoccaggi, in questa situazione di caro energia si rivelano determinanti rispetto al quadro di altri paesi europei. Ma non ci sarà solo gas, anche idrogeno. Snam è stata la prima azienda di infrastrutture gas in Europa a sperimentare l'immissione di idrogeno nella propria rete (prima al 5 e poi al 10%) miscelato al gas naturale, servendo una utenza industriale.

La prospettiva della società al 2050, è di trasportare gas interamente decarbonizzato (non solo idrogeno ma anche biometano), contribuendo a rafforzare il ruolo dell’Italia come hub europeo, anche nell’ottica di export di energia pulita verso il Nord Europa. Oggi, quasi tutti i metanodotti di Snam sono in grado di trasportare fino al 100% di idrogeno. Circa il 70% può trasportare idrogeno puro con nessuna o limitate riduzioni rispetto alla massima pressione di esercizio, mentre circa il 30% necessita di riduzioni più significative. Ma si lavora anche sulla possibilità di stoccare idrogeno in miscela con gas naturale a percentuali significative, fino anche al 100%, senza osservare modifiche o alterazioni. Reti, stoccaggi e progetti green integrati nei gas verdi (biometano e idrogeno) sono infatti al centro dei piani di Snam con un investimento fino a 23 miliardi entro il 2030. In particolare, investirà fino a 15 miliardi nelle reti, di cui 12 nel trasporto di gas naturale e biometano e 3 nel trasporto di idrogeno. Investimento che partirà proprio dal Sud confermandone la centralità con l'adeguamento di 2.700 km di rete da Mazara del Vallo a Passo Gries e Tarvisio per il trasporto di idrogeno dall’Italia al Nord Europa e, in particolare, in Germania. In quest’ottica, Snam ha anche annunciato un accordo con Eni per l'acquisizione del 49,9% delle quote di quest’ultima nei gasdotti che collegano l'Algeria all'Italia tramite la Tunisia e il Mediterraneo. Operazione che, oltre ad avere una valenza strategica per la sicurezza degli approvvigionamenti, può creare i presupposti per la realizzazione di una tratta a idrogeno che colleghi il Nord Africa con l'Italia.

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