Professioni digitali

Ora la start up può nascere anche online dal notaio in videoconferenza

Testata la piattaforma per le Srl a distanza: il 50% dei notai già formato ma il Consiglio nazionale è cauto su altre innovazioni come il rogito a distanza per le compravendite

di Massimiliano Carbonaro

Think, Tally, Talk: il digitale in Italia, il prezzo dell'innovazione, le startup e i notai

3' di lettura

Start up online, i notai sono pronti: la piattaforma è già stata testata ed è stata avviata la formazione con corsi online che hanno già coinvolto la metà dei notai. Si attende solo la pubblicazione del decreto legislativo, approvato definitivamente dal Consiglio dei ministri del 4 novembre, sulla Gazzetta Ufficiale per partire.
Prima ancora delle Srl online è arrivata – causa Covid – la possibilità di svolgere le assemblee ordinarie e straordinarie tramite videoconferenza, senza che presidente, segretario o notaio si trovassero fisicamente nello stesso luogo. Adesso tocca alla costituzione online delle start up tramite una piattaforma messa a disposizione dal Notariato. In poco tempo, dunque, la professione del notaio e i servizi che lo riguardano hanno subito una brusca accelerazione digitale, ma non è detto che sia necessariamente l’inizio di una rivoluzione che arrivi a coinvolgere anche altri atti, come, per esempio, i rogiti legati a compravendite.

Il futuro digitale

Certo, difficile tornare indietro. Le assemblee societarie in videoconferenza rappresentano un servizio che dovrebbe continuare anche dopo la fine dell’emergenza Covid. «Come probabilmente continuerà – commenta Vincenzo Gunnella, consigliere nazionale presidente di Notartel (la società del Consiglio nazionale del notariato e della Cassa di previdenza della categoria che offre servizi It ai notai italiani) – la stipula condivisa di un atto con due notai delocalizzati che stipulano contemporaneamente».

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Per quanto riguarda la partenza dell’attività relativa alla costituzione delle srl e delle start up online, la piattaforma è già pronta e testata. È stata allestita una sorta di “sala stipula virtuale” con uno strumento di firma dove si perfeziona l’atto in simultanea con un sistema che garantisce le misure di sicurezza giuridica, per evitare che il notaio possa essere ingannato con video simulati, con controllo di telecamera e microfono.

Un passo alla volta

I notai mantengono, però, un atteggiamento prudente di fronte a queste novità. «Il Notariato è pronto a soddisfare questa esigenza che in ambito societario si è resa necessaria prima che in altri settori per la presenza di mercati sempre più internazionali e di soci dislocati su diversi territori – sottolinea Valentina Rubertelli, presidente del Consiglio nazionale –. Si tratta di un primo passo verso il futuro digitalizzato che le istituzioni politiche hanno disegnato mantenendo costante il controllo di legalità preventivo del notaio. Il Notariato si è fatto sempre interprete delle istanze della società in continua evoluzione, ma per immaginare ulteriori sviluppi online dell’attività notarile sarà indispensabile avviare una profonda riflessione che ne analizzi tutti i possibili risvolti e conseguenze».

C’è però anche chi spinge per un’ulteriore accelerazione per arrivare persino ai rogiti online, per i quali non ci sarebbe nessun evidente ostacolo tecnico già adesso. Ma non sembra facile. «Alla base di ogni innovazione – aggiunge Rubertelli – v i è la necessità di continuare a garantire la certezza del diritto e la trasparenza dei pubblici registri a cittadini e imprese, così come oggi il notariato assicura in modalità analogica».

La blockchain per l’arte

Questo non significa che non ci saranno novità. «Vorremmo applicare la tecnologia della blockchain - afferma Gunnella – per valorizzare le opere d’arte del nostro patrimonio artistico. Si tratterebbe di una blockchain pubblica del notariato. Non ci sono esempi di blockchain pubblica, ma si potrebbero “tokenizzare” i diritti degli sponsor».

Inoltre, si sta lavorando a un sistema per mettere a fattor comune il patrimonio informativo del Notariato nella lotta al riciclaggio. Una sorta di occhio rivolto alle movimentazioni notarili simile a quanto viene già fatto in Spagna. Già ora il 91% delle segnalazioni antiriciclaggio arrivano dai notai: «Il nostro è anche un ruolo di sentinella – conclude Gunnella – e visto che in certe transazioni determinati soggetti potrebbero cambiare il notaio a ogni operazione, abbiamo progettato un sistema che prevede un alert sugli atti fatti da diversi notai. Vorremmo proporlo a livello europeo. Il sistema è ancora a uno stato embrionale, ma le banche già lo adottano per sapere se ci sono movimentazioni anomale».

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