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Oracle accelera e lancia in Europa una soluzione per la gestione dei dati in cloud

Con Oracle Cloud Infrastructure (OCI) il gigante Usa potrà dare ai clienti maggior scelta e maggior controllo sul luogo in cui vengono ospitati i loro servizi cloud e i loro dati

di Luca Tremolada

(© JANA ASENBRENNEROVA/Reuters/Corbis)

2' di lettura

Le nuove regole dell’Ue sul digitale cominciano a dare i primi effetti. Oracle, in grande anticipo rispetto ai concorrenti, Nel suo blog ha annunciato che sarà «il primo e unico hyperscaler a offrire ai clienti di tutto il mondo l’accesso a Cloud Region regioni “sovrane” nella UE, offrendo così anche alle organizzazioni che non sono state in grado di migrare al cloud a causa di complesse pressioni normative e geopolitiche, l’opportunità di una tecnologia cloud ultra-sicura anche da questo punto di vista». Si tratta di un modo nuovo e unico di gestire i problemi di sovranità dei dati con una soluzione unica per la privacy dei dati, un “one-stop shop” da un unico cloud provider.

La novità dell’Oracle Sovereign Cloud Region.

Grazie all’offerta di questo servizio cloud sicuro, in sostanza, Oracle afferma di potere dare ai clienti maggior scelta e maggior controllo sul luogo in cui vengono ospitati i loro servizi cloud e i loro dati, per soddisfare al meglio le loro esigenze aziendali. I clienti che utilizzano le Oracle Sovereign Cloud Region “isolate” per l’Unione Europea avranno le stesse funzionalità e gli stessi prezzi disponibili per le cloud region pubbliche di Oracle Cloud Infrastructure, sempre con sicurezza, prestazioni e disponibilità all’avanguardia.

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Come funziona la novità del cloud di Oracle

Cosa cambia? 

In sostanza è un nuovo modo di gestire la sovranità del dato in cloud. Come a spiegato a Il Sole 24 Ore.com Lanfranco Brasca, Technology Director Italy e Cloud Engineering in Oracle, quello realizzato è un «unicum sul territorio dell’Ue» che ha l'obiettivo di proteggere i dati delle aziende dell'Unione Europea, da richieste di fornitura di dati sensibili e non, che potrebbero avvenire in qualsiasi momento, da parte degli Stati Uniti, a fronte di determinate situazioni politiche.

L’impatto delle norme dell’Ue sul mercato del cloud

L’accelerazione su questo fronte nasce anche per anticipare le nuove richieste normative dell’Ue in termini di gestione dei dati del cloud che chiedono più trasparenza e un maggiore controllo dei dati da parte delle aziende europeei che usano provider extra-ue. Queste politiche aggiuntive stabiliranno un quadro per i dati e la sovranità operativa, incluso il modo in cui i dati dei clienti vengono archiviati e accessibili e come vengono gestite le richieste di dati del governo.

Il boom degli investimenti in data center

Il quadro è quello di un vero e proprio boom dei servizi cloud. Un'indagine condotta dallo studio legale internazionale DLA Piper ha rilevato che il valore degli investimenti nei data center a livello globale è più che raddoppiato nel 2021, raggiungendo i 59,5 miliardi di dollari, mentre il numero di transazioni ha raggiunto le 117 unità nel 2021, con un incremento annuo del 64%


Riproduzione riservata ©

  • Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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