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Oracle batte a sorpresa Microsoft nella gara per TikTok negli Usa. Ma ByteDance non vuole vendere

La casa madre cinese del social media, ByteDance, sceglie il gruppo di Larry Ellison, che dovrebbe diventare Trusted Tech Partner

di Marco Valsania

Cina frena, ma TikTok ha scelto acquirente per Usa

La casa madre cinese del social media, ByteDance, sceglie il gruppo di Larry Ellison, che dovrebbe diventare Trusted Tech Partner


3' di lettura

Oracle ha vinto la battaglia delle offerte per le attività americane di TikTok. Una vittoria a sorpresa, che ha visto la bocciatura della proposta di Microsoft finora considerata in pole position. ByteDance, il colosso cinese e casa madre di TikTok, ha prima fatto sapere al gruppo di Satya Nadella di aver deciso di rifiutare le sue avance. Poi, stando a quanto rivelato dal Wall Street Journal e da altri media statunitensi, ha dato il via libera all'altro principale aspirante, la società di Larry Ellison. L'operazione, da quanto emerso, dovrebbe essere strutturata diversamente da una vera e propria cessione; Oracle dovrebbe essere nominata “trusted tech partner” negli Usa dal social media, vale a dire socio tecnologico di fiducia. L’ipotesi che non si tratti di una vera e propria vendita sarebbe confermata da una notizia diramata dalla televisione Cgtn, network in lingua inglese della tv statale cinese Cctv, secondo la quale ByteDance non venderà le operazioni statunitensi di TikTok a Oracle o Microsoft e non fornirà il codice sorgente per la piattaforma video ad alcun acquirente statunitense.

Un compromesso?

L'ipotesi è che la soluzione trovata possa accontentare l'amministrazione Trump, che il 6 agosto scorso aveva ordinato, pena la messa al bando totale, il passaggio di mano ad un marchio statunitense della popolare app di condivisione di video entro 45 giorni, cioè alla scadenza del 20 settembre. L’amministrazione Usa aveva citato preoccupazioni di sicurezza nazionale, in particolare il rischio che dati di cittadini americani finissero alla potenza avversaria.

Fonti vicine al deal ritengono che soddisferà i requisiti necessari a ottenere l'approvazione della Casa Bianca e del Committee on Foreign Investments. A loro avviso la combinazione con Oracle verrà tuttavia anche incontro alle istanze di Pechino, che intende mostrare di non piegarsi ai voleri di Washington e che di recente ha risposto alle accuse del governo Trump con un divieto all'export di soluzioni di intelligenza artificiale. Questo ha messo in dubbio la possibilità di TikTok di cedere cruciali algoritmi negli Stati Uniti quale parte di qualunque intesa. L'accordo con Oracle dovrà passare adesso formalmente al vaglio delle authority, prova del fuoco della sua credibilità.

Pedina di uno scontro geopolitico

TikTok, nonostante l'apparente innocenza dei suoi servizi e contenuti, è diventata in realtà pedina di una tesa partita geopolitica, che vede la Casa Bianca alzare il tiro dell'offensiva nei confronti di Pechino, in particolare sul fronte della leadership hi-tech. La app ha sicuramente conquistato una forte presenza negli Stati Uniti, soprattutto tra giovani e giovanissimi: ha quasi 700 milioni di utenti globali e cento milioni soltanto negli Usa, che sono il suo mercato più redditizio. La sua crescita è stata qui esponenziale: due anni or sono aveva 11 milioni di utenti americani.

Il duello Oracle-Microsoft

Microsoft era parsa inizialmente avvantaggiata quale partner di TikTok, annunciando l'avvio di un negoziato per le sue attività Usa ma anche in Nuova Zelanda, Australia e Canada. Al fianco di Nadella si era poi schierata anche Walmart. Oracle si era tuttavia fatta avanti a sua volta con alleati influenti, anzitutto due finanziarie con forti investimenti in ByteDance, Sequoia Capital e General Atlantic. Non è chiaro se le due finanziarie facciano ora parte dell'accordo raggiunto. Microsoft, di certo, non ha nascosto la delusione per essere stata alla fine snobbata nella corsa per la desiderata preda. In un post sul blog aziendale ha affermato: «Siamo convinti che la nostra proposta sarebbe stata buona per gli utenti di TikTok e allo stesso tempo avrebbe protetto gli interessi di sicurezza nazionale. Avremmo compiuto significativi cambiamenti per assicurare che il servizio rispettasse i più elevati standard di sicurezza, privacy, protezione online e lotta alla disinformazione e avevamo messo in chiaro simili principi in una presa di posizione già ad agosto. Siamo impazienti di vedere come il servizio evolverà in queste importanti aree».

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