digital transformation

Oracle cresce in Italia tra le pmi, con cloud e database «intelligente»

di P.Sol.


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2' di lettura

Quello appena chiuso è stato per Oracle l’anno migliore degli ultimi vent’anni in l’Italia, diventata uno dei casi di successo all’interno del gruppo per quanto riguarda l’Europa, grazie alla progressiva conquista delle fasce di imprese medio e piccole. È con grande soddisfazione che Fabio Spoletini, country manager per l’Italia e vicpresidente del Sud Europa, sottolinea la performance che ha permesso alla squadra italiana di arrivare a superare a livello di performance mercati più consistenti, a partire dalla Francia.

L’espansione prosegue la strategia di innovazione nei processi aziendali, continuando a cavalcare le opportunità del cloud applicativo attraverso le soluzioni Saas per la gestione delle funzioni aziendali: «Abbiamo registrato una crescita del 90% nelle soluzioni Erp, con una serie di aziende dal medio al grande, tra cui anche le gestione della trasformazione in cloud di Wind Tre», spiega Spoletini, sottolineando come progetti rilevanti nel nostro paese riguardino anche la parte risorse umane e la cloud customer experience, in grande espansione nella profilazione e gestione delle campagne di marketing.

Fabio Spoletini

«Il cloud, soprattutto per i grandi, viene sfruttato solo in parte : ancora oggi il 60-70% dei dati, quelli più rilevanti, rimangono presso il cliente, con una conseguente riduzione dell’impatto sull’efficienza - aggiunge il country manager italiano -. Invece siamo convinti che rappresenti una grande opportunità trasformativa: per il 2025 l’80% di tutti i carichi di lavoro aziendali possono passare sul cloud». In quest’ottica Oracle ha avviato a livello globale una campagna per portare tutte le soluzioni installate sul cloud, in modo da evitare qualsiasi ulteriore upgrade.

Il gruppo americano punta la sua strategia anche sull’innovazione tecnologica, a partire dall’”autonomous database”, la tecnologia di gestione autonoma del database grazie all’uso intensivo di intelligenza artificiale e machine learning che permette di evitare gli effetti degli errori umani e di superare in agilità eventuali vulnerabilità con manutenzione e applicazioni di patch automatiche e in tempo reale. Nell’ultimo trimestre circa 5mila clienti in tutto il mondo hanno avviato trilas di sperimentazione del servizio, tra cui in Italia Cnp Vita, Sisal e Coca-Cola Hbc.

«Stiamo lavorando sulla “cloudificazione” del nostro installato sulla base di una strategia di “database as a service” con la nuova tecnologia ”autonomous” che nell’arco dei prossimi 18-24 mesi si imporrà come standard di mercato», prosegue Spoletini. In prospettiva diventa un grande vantaggio per i sistemi nativi in cloud, in termini di performance e sicurezza, concetti che ormai fanno breccia anche nelle aziende medio e piccole: «Oggi i nostri referenti non solo solo i Cio, ma soprattutto Ceo e Cfo: parlando con loro di tecnologie in termini di efficienza e sicurezza nella gestione dei dati, per poterli gestire in maniera integrata per estrarne valore, tutto il processo è facilitato». Già oggi oltre un quarto del fatturato italiano è legato ad aziende con revenue inferiore ai 400 milioni.

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