strategie hi-tech

Oracle, il futuro ruota attorno a database e software «autonomi»

di Guido Romeo


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2' di lettura

«Per eliminare l'errore umano basta togliere gli uomini dall'equazione». Non mastica le parole Larry Ellison, fondatore e presidente di Oracle che a 75 anni sta guidando l'azienda lanciata 42 anni fa verso un futuro fatto di cloud e intelligenza artificiale. Qualche giorno fa, dal palco del Moscone Center di San Francisco, che ospitava il mega-evento Oracle Open World, Ellison ha tracciato la sua visione a colpi di annunci e attacchi ai concorrenti come Amazon.

Ecco i cinque punti chiave, o “takeaways” come amano dire nella Valley. Prima di tutto: l'autonomous database, ovvero una banca dati che «si guida da sola» meglio di una Tesla. È il prodotto al cuore di Oracle ed è costituito da un sistema in grado non semplicemente di aggiornarsi da solo, ma anche di rilevare bug e vulnerabilità e ripararsi senza interruzioni del servizio. Il rallentamento è di pochi millisecondi e praticamente impercettibile. Nella pratica significa dire addio a cicli di aggiornamento, spegnimento dei server e rischi di cybersecurity. Ma anche molti meno stipendi di addetti per il database che, appunto, fa praticamente tutto da sé.

Il secondo punto è sempre relativo all'autonomia ma riguarda il sistema operativo (l'altro grande fronte della cybersecurity). È la novità introdotta quest'anno ed è pensato per andare in coppia con il database. Il sistema, basato su Linux, si installa aggiorna e mantiene da solo. La prova generale è stata sul campo. Qualche mese fa quando è scattato l'allarme per gli attacchi di Spectre e Meltdown, l'azienda di Redwood è stata in grado di aggiornare gli 1,5 milioni di processori che costituiscono il suo cloud distribuiti in tutto il pianeta con 150 milioni di aggirnamenti software in appena quattro ore.

Al terzo posto la blockchain che sta diventando un'industry a sé. Oracle va controcorrente e invece di lasciare che i suoi clienti si affidino a servizi terzi l'ha inclusa nella struttura dei suoi database che in questo modo provvedono da soli a criptare i dati.

Quarto: gli assistenti digitali che non hanno nulla a che vedere con prodotti consumer come Alexa, Siri o Google Assistant. Ellison ha sottolineato che quelli di Oracle sono prodotti per il mondo business, equipaggiati di sistemi di intelligenza artificiale e potenza di calcolo di tutto rispetto e per questo in grado di capire molto bene il contesto e aiutare i dipendenti con i compiti più diversi, dalla nota spese alle operazioni più tecniche.

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