Economia Digitale

Oracle porta tutto il suo cloud nei centri di calcolo delle aziende

di Antonio Dini

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(Hans Lucas via AFP)


2' di lettura

Oracle accelera sul cloud. L'azienda californiana ha annunciato, nel corso dell'evento che si sta tenendo in queste ore in videoconferenza a causa del coronavirus, la disponibilità dei suoi database nei datacenter dei clienti e la Cloud@Custimer Dedicated Region, una “fetta” di servizi cloud che può essere integrata nel centro di calcolo dell'azienda, portando i servizi cloud in una dimensione locale.

Questo secondo servizio serve per chiudere il gap tra la totalità dei servizi disponibili negli ambienti di cloud pubblico e quelli più limitati disponibili invece nei centri di calcolo delle aziende. Di solito, sostiene Oracle, le offerte da parte dei grandi fornitori di cloud per i centri di calcolo delle aziende sono dei sottoinsiemi dei servizi disponibili nelle loro regioni cloud. Oracle sostiene invece che adesso ci sarà una simmetria perfetta tra tutti i suoi servizi cloud, sia che questi siano erogati dal cloud pubblico nei data center dell'azienda californiana sia che vengano invece messi a disposizione con degli hardware dedicati per i centri di calcolo di proprietà delle grandi aziende.

Questo tipo di soluzione, dice Oracle, è particolarmente utile per le aziende che operano in settori molto regolamentati o che sono particolarmente focalizzate sulla sicurezza e che hanno bisogno di garantire livelli di latenza molto più bassi e rispettare i requisiti di localizzazione fisica dei dati (la cosiddetta “data sovereignty”) riducendo i costi operativi.«Con la sua Cloud@Customer Dedicated Region – ha detto Deepak Mohan, Research Director di IDC – Oracle porta una parte rilevante della sua esperienza di cloud pubblico nei centri di calcolo del cliente senza cambiamenti nel prezzo e nelle funzionalità. Questa è una direzione nuova per i fornitori di cloud pubblico, che storicamente hanno offerto versioni limitate dei loro servizi alle sedi dei clienti».La cloud region totalmente gestita dall'azienda californiana porta tutti i servizi cloud Oracle di seconda generazione – inclusi Oracle Autonomous Database e le applicazioni SaaS – nei data-center dei clienti, a un costo che parte da 500mila dollari al mese. È proprio la completa disponibilità dell'Autonomous Database nei centri di calcolo dei clienti l'altro annuncio di rilievo che viene dalla conferenza.

Questa nuova offerta infatti unisce il più recente Oracle Database in cloud con la piattaforma Oracle Database più veloce – Exadata – e fornisce il tutto in forma di servizio cloud nei centri di calcolo dei clienti dell'azienda, eliminando le spese di gestione del database e in investimenti in conto capitale, dato che in questo modo si consente di consumare risorse cloud per il database in modo elastico e in modalità pay-per-use. In questo modo adesso l'Autonomous Database può funzionare nei data center dei clienti sia come offerta stand-alone sia come parte di Oracle Cloud@Customer Dedicated Region, che secondo Oracle è “la prima cloud region on-premises sul mercato”.Tra i primi clienti, oltre a Crédit Agricole CIB, Entel (una delle principali telco latinoamericane che opera in Cile e in Perù), Ntt DoCoMo, RKK Computer Services (azienda di consulenza IT giapponese) e lo stato di Querétaro nel Messico centrale, ci sono anche alcuni clienti italiani tra i quali Siav, azienda specializzata nei servizi per l'enterprise content management.

@antoniodini

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