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Orbassano investe sul ferro Restyling da 4 milioni per binari e aree stoccaggio

di Filomena Greco

2' di lettura

Orbassano mette in sicurezza il suo futuro ruolo da interporto a servizio della Torino-Lione. Più complesso sarà strutturare i collegamenti ferroviari con il porto di Genova. Una «prova ufficiale» c’è già stata, risale al cosiddetto treno di Natale organizzato nel 2015.

Gli scenari però restano in realtà tutti da comprendere come riassume Enzo Pompilio, amministratore delegato di Sito, la società partecipata al 53% dalla Regione Piemonte che si occupa della gestione dell’interporto. «Inserire l’interporto di Orbassano nella rete di Zls è una scelta doverosa per valorizzare il territorio in chiave integrata» aggiunge Enzo Pompilio, amministratore delegato dell’interporto di Sito. Dal punto di vista delle infrastrutture di collegamento con il sistema dei porti liguri, a che punto siamo? «Oggi i collegamenti sono prevalentemente stradali, anche perché la distanza è tale da rendere l’opzione gomma ancora competitiva. Ma è anche vero che il progetto per il porto di Vado ad esempio prevedeva che il 40% delle merci potesse viaggiare su container, dunque su ferro. Questo spostamento verso Torino in realtà è fattibile, come abbiamo dimostrato qualche anno fa con il treno di Natale anche se sarebbero necessari investimenti per l’adeguamento della linea». Stesso discorso vale per il collegamento con il porto di Genova, che verrebbe comunque semplificato grazie al Terzo Valico. «Ad oggi però – fa rilevare l’ad – la stragrande maggioranza dei treni che viaggiano in Europa non potrebbero salire sui treni standard perché sono leggermente più alti e dunque non potrebbero viaggiare su quella direttrice senza adeguamenti sulla linea».

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La possibilità di ottenere il riconoscimento di Zls rappresenta un tassello in una strategia complessiva che guarda ai traffici potenziali non solo in arrivo dal porto di Genova ma dall’intero sistema ligure. «Noi ci troviamo con il porto di Vado ad esempio – aggiunge Pompilio – che ha un grande potenziale ancora tutto da esprimere, anche per le difficoltà nate dalla pandemia e ora dalla guerra, ma serve lavorare per creare le condizioni per essere pronti, quando i traffici riprenderanno, a poterli accogliere». Nel frattempo, nei prossimi due anni l’interporto investirà circa 4 milioni di euro – 1,7 milioni a fondo perduto arrivano dal Mims – per ampliare gli spazi disponibili e adeguare il terminal ferroviario agli standard europei. Quattro i binari operativi in dotazione, i due della lunghezza di 550 metri saranno portati a 750, gli altri due saranno allungati fino a 400, con la possibilità di lavorare un secondo treno seppure diviso in due. I lavori prevedono inoltre un ampliamento del piazzale del sito per oltre 10mila metri quadri con aree dedicate allo stoccaggio o alla sosta dei mezzi.

Sul tavolo resta un tema ancora da approfondire, evidenzia Pompilio, quello delle eventuali agevolazioni finanziarie collegate al riconoscimento delle Zls. «Questo aspetto – sottolinea – non è ancora chiaro ma è un tema centrale perché dal punto di vista amministrativo ad esempio il nostro interporto è già molto avanti e abbiamo già fatto un lavoro sulla semplificazione delle procedure burocratiche per chi volesse insediarsi all’interno dell’area, prevista tra l’altro dal nostro Piano di sviluppo».

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