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Orcel, il «Ronaldo dei banchieri», chiede 100 milioni di danni al Santander

di Alessandro Graziani

2' di lettura

Il mancato «matrimonio» tra il banchiere italiano Andrea Orcel e il colosso bancario spagnolo Santander guidato da Ana Botin finisce in Tribunale. Per il “Cristiano Ronaldo” dei banchieri d’affari, come è stato ribattezzato Orcel per i maxi-ingaggi e bonus cumulati in carriera, si profila una battaglia legale - vedremo poi se destinata a comporsi in una transazione amichevole su livelli meno stratosferici - con il Santander, ovvero con la banca che - insieme a UniCredit - è stata per venti anni il suo cliente più profittevole avendone curato in qualità di advisor tutte le principali operazioni di acquisizione (e di cessione, come la fortunata vendita di AntonVeneta a Mps per oltre 9 miliardi di euro).

L’antefatto della attuale battaglia legale risale a settembre del 2018, quando la “presidenta” della banca spagnola Ana Botin aveva annunciato che Orcel, all’epoca capo dell’investment banking della banca svizzera Ubs, sarebbe diventato il nuovo chief executive officer del Santander. Salvo poi fare marcia indietro ritenendo i costi di ingaggio del banchiere troppo elevati. Orcel aveva preannunciato informalmente una richiesta di risarcimento danni che ora, dopo non poche difficoltà nel trovare in Spagna uno studio legale che accettasse di fare causa al Santander, si sarebbe concretizzata in una denuncia formale alla magistratura di Madrid in cui il banchiere italiano chiede che venga rispettato il contratto oppure che gli venga versato un indennizzo per la cancellazione dell’ingaggio. I 100 milioni, secondo le anticipazioni del giornale spagnolo Cinco Dias, includerebbero sia gli emolumenti pluriennali che Orcel avrebbe dovuto ricevure come Ceo, sia i mancati bonus di uscita di quello che avrebbe dovuto incassare da Ubs (circa 50 milioni, secondo le cronache di inizio anno). Bonus che il Santander aveva tentato di far pagare alla banca svizzera, che invece si è opposta facendo valere la regola secondo cui i bonus “differiti” non si pagano se un banchiere passa alla concorrenza.

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In aprile 2019, nel corso dell’assemblea degli azionisti del Santander la presidente Botin si era di fatto scusata per il pasticcio sulla governance - attentamente monitorata dalla Vigilanza Bce - ma la richiesta di alcuni fondi di investimento di non rinnovare il mandato del presidente del comotato corporate governance non aveva ottenuto la maggioranza dei consensi. E il caso Orcel è stato archiviato. Non dal banchiere italiano, attualmente disoccupato, che ora punta a ottenere la cifra record di 100 milioni di indennizzo. Fosse ancora vivo, l’intera vicenda sarebbe piaciuta poco a Emilio Botin, padre padrone del Santander.

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