AVVOCATI

Ordini forensi e Ocf alle prese con il limite ai due mandati

di Federica Micardi

(Alberto Ramella Sync / AGF)

2' di lettura

Il limite dei due mandati sancito dalla Corte di Cassazione a sezioni unite ha portato il caos negli Ordini forensi.
La sentenza 32781 del 19 dicembre arriva, infatti, a meno di un mese dal rinnovo degli organi locali e nazionali che scadranno il 31 dicembre, e cambia le carte in tavola su liste già pronte, molte ora “fuori legge”.
Ma andiamo con ordine. La legge 113 del 12 luglio 2017 ha modificato le regole sull’elezione dei componenti dei consigli degli ordini circondariali forensi. Il comma 4 dell’articolo 3 sancisce che: «I consiglieri non possono essere eletti per più di due mandati consecutivi. La ricandidatura è possibile quando sia trascorso un numero di anni uguale agli anni nei quali si è svolto il precedente mandato».
In base alla sentenza 80 del 21 giugno 2018 del Cnf , che ha emesso in quanto organo giurisdizionale, il conteggio per calcolare il limite dei due mandati partiva dall’approvazione della legge 113/2017. La sentenza è stata impugnata presso la Corte di Cassazione a Sezioni unite che ha ribaltato questa interpretazione.
Tutti gli Ordini degli avvocati diventano da un giorno all'altro “contendibili” e si sta freneticamente cercando una soluzione. Si vocifera di una norma ad hoc nella legge di Bilancio che, se da una parte, potrebbe mettere in sicurezza le liste già pronte, dall’altra rischia di far montare una protesta di chi vuole un ricambio. L’alternativa potrebbe essere quella di concedere più tempo agli Ordini per riorganizzarsi e presentare delle liste compatibili con il divieto per poter andare ad elezioni.

L’Ocf, l’Organismo congressuale forense, oggi e domani riunito in assemblea, dovrebbe approvare domani una delibera per sottoporre il problema al ministro e superare l’attuale stato di incertezza; si cerca una strada per togliere dubbi interopretativi ed evitare così strascichi e contenziosi. La sentenza della Cassazione sta creando scompiglio nella categoria ma non è l’unico tema che preoccupa l’avvocatura. «Per l’Ocf - spiega il delegato nazionale Avio Giacovelli - la questone elettorale non deve distrarre la categoria dai temi ben più rilevanti come quelli inerenti alle profonde modifiche alla giurisdizione sia in campo civile che penale conseguenti alle modifiche dei riti processuali attualmente allo studio».

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