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Organizzazione orizzontale e radici forti in Valtellina

Information technology

di Alessia Maccaferri

2' di lettura

Bisogna andare sino a Berbenno di Valtellina. Ma esiste davvero un’azienda in cui le decisioni vengono prese in modo collettivo, in cui il primo giorno di lavoro vi viene regalata una forma di Bitto e in cui si fanno i party per festeggiare i fallimenti.

A mondora (con la emme minuscola), software house specializzata nella fornitura di servizi It per le aziende, tutto appare fluido, leggero, creativo.«L’organizzazione è orizzontale, non gerarchica. Le persone sono spinte a prendersi responsabilità in cerchie in cui si prendono decisioni in maniera collettiva. Tutte le persone esprimono le proprie opinioni e, se ci sono obiezioni, vengono invitate a fornire un’integrazione» spiega Francesco Mondora, cofondatore della società benefit con certificazione BCorp. Lui racconta questo approccio innovativo attingendo alla cibernetica, alla psicologia sistemica, alla fisica quantistica. «Non abbiamo i tradizionali manager. Ci sono sì referenti delle cerchie e dei macroruoli in base ai quali definiamo politiche di remunerazione ma la modalità di lavoro è leggera. Le persone sono libere e muovono l’informazione dal basso all’alto come dall’alto al basso. L’azienda è un organismo vivente, un posto in cui le persone possono trovare una delle dimensioni di autorealizzazione», aggiunge Mondora che sei anni fa ha venduto l’azienda _ che quest’anno ha in previsione di chiudere con sei milioni di fatturato - al gruppo TeamSystem. Per demistificare l’errore, ogni volta che una persona sbaglia vengono organizzati failure party, eventi pensati per incentivare l’apprendimento e il progresso del singolo o del team, dando la possibilità di fare errori per poi migliorarsi.

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Forte anche il legame con la comunità locale. Per ogni neoassunto mondora compra una forma di Bitto che è di proprietà del nuovo arrivato. Il formaggio si rivaluta, dopo tre anni viene messo all’asta e i guadagni sono reinvestiti in un’altra forma o in un progetto sociale. Inoltre ogni 20 dipendenti viene assunto un agricoltore che coltiva la terra rifornendo di ortaggi, cereali, vino le oltre 70 persone di mondora.

Tra gli obiettivi futuri c’è quello di «scalare sempre di più l’impatto con i nostri fornitori e clienti. In particolare stiamo stipulando accordi di interdipendenza, che si sostanziano in clausole di contratto: creiamo una connessione tra gli sconti e il raggiungimento di determinati impatti rispetto agli Sdg’s (gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite ndr.)».

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