200mila posti tra il 2020 e il 2022

Orientagiovani, Confindustria: «Faticoso trovare giovani da assumere»

Allarme per la distanza tra la formazione dei giovani e i profili che le aziende cercano per le assunzioni

di Nicoletta Cottone


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3' di lettura

É faticoso trovare giovani da assumere, nonostante nel Paese la disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24anni sia al 28,6 per cento. L’incredibile paradosso è stato ribadito da Confindustria che all’appuntamento annuale con la XXVI giornata di Orientagiovani promossa da Confindustria e Luiss, con la partecipazione di Unindustria.

Troppa distanza tra formazion e e profili cercati dalle imprese
Rilanciato l’allarme per la distanza tra la formazione dei giovani e i profili che le aziende cercano per le assunzioni. Un divario, è stato sottolineato, che peggiora proprio per la fascia dei più giovani. Confindustria ha stimato che «saranno circa 200mila i posti di lavoro a disposizione nel prossimo triennio (2020-2022) nei settori della meccanica, dell'Ict, dell'alimentare, del tessile, della chimica e del legno-arredo». E che gli imprenditori «cercano con urgenza figure professionali che in più di un caso su tre sono di difficile reperimento» . É stato detto che «addirittura per gli under 29 si farà fatica a selezionarne uno su due».

Carente l’offerta formativa
Gli industriali hanno nel mirino l’offerta formativa «carente soprattutto per le competenze scientifiche e tecniche medio-alte». Le imprese hanno evidenziato nell’incontro con gli studenti le competenze più richieste dalle imprese nel prossimo triennio. In tutta Italia, hanno preso parte all'iniziativa oltre 90 associazioni industriali con il coinvolgimento di circa 20mila studenti. Sono stati il vicepresidente di Confindustria per il capitale umano, Giovanni Brugnoli e il presidente di Unindustria, Filippo Tortoriello, ad aprire l’iniziativa centrale a Roma: un incontro tra imprese e studenti all'Università Luiss.

Un premio alle imprese eccellenti
Premiate le “imprese eccellenti” che si sono distinte sul fronte dell’alternanza scuola lavoro in collaborazione con gli istituti tecnici, come la Co.Mac di Bergamo, la Accorhotels Italia, l’Umana. Durante Orientagiovani sono state premiate anche le associazioni industriali che hanno totalizzato il numero maggiore di nuovi bollini da aziende associate: l’Associazione industriale bresciana-Aib con 17 e la Confindustria Bari-Bat.

Le previsioni del triennio 2020-2022: 67mila posti nella meccanica
Le previsioni indicano che saranno 67mila i nuovi posti di lavoro nel settore della meccanica: circa un terzo per professioni manageriali, scientifiche e di elevata specializzazione (come ingegneri, progettisti e specialisti in scienze informatiche) e per professioni tecniche come ad esempio addetti alla gestione dei processi produttivi, specie quelli legati al digitale. Nei settori della chimica, della farmaceutica e della fabbricazione di prodotti in gomma e plastica, si prevede per il prossimo triennio una domanda di lavoro pari a circa 16mila addetti. Servono le professioni tecniche, scientifiche e di elevata specializzazione (tipo l’analista chimico, il ricercatore farmaceutico e il tecnico di laboratorio) rappresenteranno dalla metà ai due terzi delle figure professionali richieste, con una significativa domanda anche di dottori di ricerca.

Quarantamila richieste per l’Ict
La domanda di lavoro delle imprese dell’Ict è stimata sui 40mila individui nel triennio 2020-2022. Le figure più richieste saranno il programmatore, il progettista/sviluppatore di software e app, il data-scientist il progettista di apparecchiature informatiche e loro periferiche e il progettista di impianti per le telecomunicazioni. Segnalato che i macro-settori della chimica e l’Ict si caratterizzano per una forte domanda di nuovi posti di lavoro che prescindono dal turn-over dei lavoratori che andranno in pensione. È il caso anche del settore alimentare in cui gli ingressi complessivi entro il 2020 saranno circa 45mila, con una crescita di quasi +15mila rispetto allo scorso anno, con una forte domanda di giovani under 29.

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In crescita anche il fabbisogno nel tessile
Significativa inoltre la crescita del fabbisogno del settore tessile, che si attesterà sulle 25mila persone, caratterizzata inoltre da punte di difficoltà di reperimento che superano l'80% per figure tecniche fondamentali come i modellisti. Nel legno-arredo invece, la domanda di lavoro consisterà di quasi 12mila nuovi ingressi con una forte domanda di designer e operai specializzati nella lavorazione del legno.

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