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Oro, è boom di Etf ma gli hedge funds sono sempre meno rialzisti

Il prezzo del lingotto è di nuovo vicino ai massimi da 7 anni, spinto dalle politiche monetarie espansive e dal timore di inflazione. Il comportamento degli investitori però non è lineare

di Sissi Bellomo

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(Science Photo Library)

Il prezzo del lingotto è di nuovo vicino ai massimi da 7 anni, spinto dalle politiche monetarie espansive e dal timore di inflazione. Il comportamento degli investitori però non è lineare


3' di lettura

Oro lanciato verso nuovi record, oppure pronto a una correzione? Al di là delle previsioni degli analisti e delle professioni di fede di (alcuni) hedge funds, nel comportamento degli investitori c’è qualcosa che invita quanto meno a riflettere.

Da un lato c’è la corsa all’acquisto di Etf sul lingotto, il cui patrimonio è aumentato per sedici giorni di fila, a 3460 tonnellate secondo il World Gold Council. Dall’altro c’è il mercato dei futures, su cui invece i fondi sono sempre meno rialzisti: al Comex l’esposizione netta lunga è stata ridotta ai minimi da undici mesi (161mila lotti) nella settimana al 12 maggio, proprio mentre le quotazioni dell’oro salivano verso i massimi da sette anni.

Qualcuno è rimasto scottato, visto che lunedì 18 il metallo prezioso ha raggiunto un picco di 1.775 dollari l’oncia a New York, mentre sul mercato spot londinese – ancora non del tutto allineato – si è spinto fino a 1.765 dollari per la prima volta dal 2012. Su entrambe le piazze l’oro ha ritracciato quando le borse si sono infiammate sulla notizia di un vaccino contro il coronavirus forse disponibile già entro fine anno su larga scala.

Ma molti analisti giurano che il rally del lingotto ha ancora fiato da vendere, non fosse altro che per effetto delle politiche monetarie iperespansive delle banche centrali.

I tassi d’interesse reali in area dollaro – inversamente correlati con le quotazioni dell’oro – sono già negativi. E si prevede che gli stimoli dovranno essere sempre più ingenti per risvegliare l’economia, in stato comatoso a causa della pandemia.

Gli ultimi dati macro dagli Stati Uniti, sul commercio al dettaglio e la produzione industriale di aprile, sono stati molto negativi. E durante il weekend il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha avvertito che la locomotiva Usa rischia di viaggiare a velocità ridotta per tutto il 2021.

I fiumi di liquidità sul mercato potrebbero anche preludere a un ritorno dell’inflazione, secondo alcuni esperti: motivo in più per proteggere il portafoglio con l’acquisto di oro.

Le teorie sono simili a quelle che circolavano nel 2008-2009, all’epoca della Grande recessione globale. Lo spettro dell’inflazione, evocato già allora come conseguenza dei tassi sotto zero, non si è poi manifestato e l’oro – dopo essersi spinto al record storico di 1.921,17 dollari nel 2011 – ha attraversato in seguito un lungo ciclo negativo. Ma stavolta potrebbe andare diversamente.

Proprio sull’inflazione mettono l’accento molti grandi gestori di hedge funds tornati a tessere le lodi del metallo prezioso. Il lingotto è «l’unica via di fuga» dall’eccesso di moneta in circolazione assicura Crispin Odey, del fondo omonimo, spiegando ai clienti che «nel breve termine si faranno soldi scommettendo sull’inflazione». Sulla stessa linea Greenlight Capital , fondato da David Einhorn, mentre Elliott Management, di Paul Singer, scrive addirittura che l’oro «uno degli asset investibili più sottovalutati».

Le lettere agli investitori, circolate sui media internazionali, risalgono però ad aprile: impossibile sapere se c’è stato un aggiustamento delle tattiche, se non delle strategie, sui mercati.

Almeno una parte degli hedge funds in realtà ha cominciato a scommettere contro l’oro, aprendo nuove posizioni corte per 2,2 miliardi di dollari, fa notare Société Générale. La fazione ribassista non è ancora molto forte (in media nel 2019 c’erano “corti” per 7,5 miliardi di dollari), ma con l’attenuarsi dell’emergenza coronavirus sta acquistando peso, osserva la banca francese.

Nessun cedimento invece sul fronte degli Etf: il boom – grazie probabilmente ai piccoli risparmiatori – continua senza interruzioni. Da quasi tre settimane.

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