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Oro, in mano agli investitori un anno di produzione mineraria

Sono state accumulate 3.175 tonnellate di oro, tra acquisti di Etf e scommesse al rialzo sul Comex: una quantità record, che vale circa 185 miliardi di dollari ai corsi attuali

di Sissi Bellomo

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(REUTERS)

Sono state accumulate 3.175 tonnellate di oro, tra acquisti di Etf e scommesse al rialzo sul Comex: una quantità record, che vale circa 185 miliardi di dollari ai corsi attuali


3' di lettura

La corsa ai beni rifugio scatenata dal coronavirus ha spinto gli investitori ad accumulare più oro di quanto ne sia stato estratto l’anno scorso in tutte le miniere del mondo: tra Etf e acquisti netti sul mercato dei futures si è arrivati la settimana scorsa alla quantità record di 112 milioni di once, calcola Saxo Bank.

Si tratta di 3.175 tonnellate di metallo, che ai corsi attuali vale circa 185 miliardi di dollari: una vera e propria montagna d’oro, che quasi certamente è cresciuta ancora nei giorni scorsi, quando le quotazioni del metallo volavano ai massimi da sette anni in dollari e a livelli mai visti in euro e in altre valute.

Potrebbe esserci stata anche una ripresa degli acquisti di barre e monete, dopo che l’anno scorso questa forma di investimento ha subito un declino del 20% (a 870,6 tonnellate, secondo il World Gold Council). Etf e posizioni rialziste al Comex sono comunque sufficienti da soli a generare una domanda molto vicina all’intera produzione aurifera del 2019, quando le minerarie hanno estratto 3.463,7 tonnellate di oro.

La caccia al metallo giallo si è intensificata con il diffondersi del contagio da coronavirus, prima in Cina e ora in numerosi altri Paesi del mondo. L’allarme per quella che qualcuno comincia a descrivere come una pandemia sta scatenando fasi di fuga dal rischio sempre più frequenti sui mercati finanziari. La preoccupazione per i potenziali impatti economici del coronavirus è cresciuta, fino a far temere una recessione globale.

Leggi anche: Perché l'oro è tornato centrale nei portafogli di investimento

Anche l’aspettativa di politiche monetarie ancora più accomodanti è aumentata in parallelo, facendo crollare ai minimi dal 2016 il rendimento del Treasury decennale Usa. L’intera curva dei tassi dei Bund tedeschi si è intanto spostata in territorio negativo nei giorni scorsi. Tutti fenomeni che aumentano l’attrattiva dell’oro, che spesso è riuscito ad apprezzarsi contemporaneamente al dollaro o durante tentativi di rimbalzo delle borse.

Nemmeno il lingotto è immune dalla volatilità. Dopo il picco di 1.688,66 dollari l’oncia raggiunto lunedì 24, c’è stata una brusca correzione il giorno successivo e le quotazioni rimangono tuttora intorno a 1.640 dollari, dopo un fallito tentativo di rimbalzo nella seduta di mercoledì. Prese di profitto, è la spiegazione prevalente: nei giorni scorsi il rally dell’oro è apparso troppo impetuoso rispetto alla performance delle borse (benché l’indice Mcsci All Country World sia ormai in ribasso da cinque sedute).

Qualche posizione rialzista sull’oro potrebbe essere stata liquidata nelle ultime ore. Ma in generale gli investitori – confortati da una pletora di analisti “bullish” – sembrano davvero convinti delle ulteriori potenzialità del lingotto. Il patrimonio degli Etf sull’oro è aumentato per venticinque giorni consecutivi – un record anche questo, rileva Bloomberg – fino a raggiungere 2,624,7 tonnellate martedì, il massimo storico.

Anche l’accumulo di posizioni lunghe (all’acquisto) al Comex è da primato, almeno nella settimana al 18 febbraio, alla quale si riferiscono le ultime statistiche della Commodity Futures Trading Commission (Cftc). L’esposizione rialzista netta dei fondi è aumentata del 24% – un balzo senza precedenti in un periodo così breve – raggiungendo circa 9 miliardi di dollari in valore nominale, stima Saxo.

A gennaio, quando è scoppiato l’allarme per l’epidemia in Cina, gli hedge funds non si erano subito lanciati all’assalto dell’oro, fa notare Société Générale: l’improvviso entusiasmo, piuttosto, «riflette la crescente aspettativa che la Fed possa tagliare i tassi per neutralizzare ogni shock per l’economia Usa legato al coronavirus».

Per approfondire:
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