Beni rifugio

Oro, stime a 1.900 $ entro l’anno

Dalla metà di marzo il metallo giallo ha guadagnato il 16%. Gli analisti: verso i massimi storici

di Marzia Redaelli

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(Reuters)

Dalla metà di marzo il metallo giallo ha guadagnato il 16%. Gli analisti: verso i massimi storici


3' di lettura

Il coronavirus ha messo le ali all’oro, che ha superato i 1.700 dollari l’oncia. Una quotazione che non si vedeva dal 2012, quando nell’Eurozona imperversava la crisi dei debiti sovrani.

Il paragone dà l’idea della tensione che corre sulle borse. Però a differenza di allora e del 2008, quando scoppiò la bolla dei mutui negli Stati Uniti, il fattore scatenante è nel mondo reale, non nella sofisticazione della finanza. E gli investitori si aggrappano proprio al mondo materiale del metallo giallo, che da metà marzo ha guadagnato il 16%.

«L’attuale prezzo - afferma Luca Bonifazi, Responsabile Consulenza Evoluta Private di Ubi Top Private - sconta già buona parte dello scenario attuale, dove i rendimenti obbligazionari sono a zero o sottozero, ma non ci stupiremmo se l’oro dovesse aggiornare i massimi storici, intorno a 1.800 dollari l’oncia, a fronte di un contesto macroeconomico che resta complesso, con una recessione globale lunga da assorbire».

La stima di Unione Bancaire Privée arriva ancora più in alto, intorno a 1.900 dollari entro fine anno.

Un portafoglio ben equilibrato, secondo gli esperti, dovrebbe contenere fino al 5% in oro. I gestori di capitali hanno aumentato il suo peso nelle gestioni, per attutire le perdite dei mercati, che sono state pesanti a marzo.

«A inizio anno - continua Bonifazi - abbiamo inserito nei nostri portafogli una quota di oro compresa tra il 2% ed il 5%. Una marginale esposizione all’oro è utile per diversificare il portafoglio e renderlo più bilanciato, vista la decorrelazione con i mercati azionari e la funzione di bene rifugio».

L’oro non è considerato soltanto un bene rifugio, ma un’attività indicata alle condizioni del quadro macroeconomico.

«Le banche centrali - spiega Luca Gabriele Trabattoni, Country Head Italy and Mediterranean countries di Ubp -, hanno messo a disposizione una liquidità enorme, come nel 2008 e nel 2011, congelando le attese di inflazione e,viceversa, accentuando le aspettative di tassi reali negativi. Uno scenario favorevole all’oro, che nelle fasi di tassi reali positivi, invece, è meno appetibile perché non dà rendimenti né dividendi. In questo contesto, dunque, l’oro ha il vantaggio di preservare un valore reale. Manterremo le posizioni in oro nei prossimi mesi, ma non possiamo fare previsioni più lunghe, perché dipenderà dai mercati finanziari».

Nell’ultimo mese, la propensione al rischio è tornata sulle azioni e sulle obbligazioni, nonostante i brutti segnali che arrivano dall’economia mondiale, ancora ferma. Il rialzo si deve anche agli interventi delle banche centrali, che forniscono liquidità e sostegno alle attività finanziarie. L’oro, comunque, ha continuato a salire. Gli investitori, infatti, da un lato guardano già alla ripartenza, ma con una visibilità ridotta; dall’altro, monitorano l’evoluzione della pandemia, che condiziona l’umore sui parterre.

Il modo più efficace per investire sull’oro è comprare strumenti che investono direttamente nel lingotto, esponendosi soltanto al prezzo della materia prima. Così si evitano gli effetti indiretti (positivi o negativi) dei prodotti “sintetici”, che comprano i future sull’oro o di quelli legati alle società aurifere, la cui quotazione è influenzata da fattori legati alla singola impresa o all’area geografica.

Infine, bisogna considerare che l’oro è denominato in dollari Usa. Il biglietto verde è diventato una valuta rifugio con il coronavirus e si è rafforzato sull’euro, aggiungendo guadagno agli investitori dell’Eurozona. Ma gli analisti si aspettano un ridimensionamento della valuta americana. «Entrare in euro sull’oro a cambio coperto è la soluzione migliore - conclude Trabattoni. Con la riduzione del differenziale tra i tassi di interesse Usa ed europei, il costo della copertura è sceso molto e ora è intorno ai 110 punti base».

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