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Orologi, la Borsa premia i titoli dei gruppi elvetici quotati a Zurigo

L’andamento delle azioni di Swatch Group e di Richemont confermano la buona salute dell’industria

di Lino Terlizzi

La sede di Richemont a Ginevra, disegnata dall’architetto Jean Nouvel

2' di lettura

Dopo i picchi in territorio positivo toccati alla fine del 2021, le Borse mondiali hanno vissuto il 2022 in territorio negativo, tra tensioni geopolitiche internazionali e rallentamento economico mondiale. Come spesso avviene, non tutti i settori e non tutti i titoli quotati hanno però seguito la tendenza prevalente. Nel senso che ci sono anche titoli che non sono scesi, oppure che sono scesi, sì, ma meno della media. Swatch Group e Richemont, gruppi orologieri elvetici, quotati a Zurigo, fanno parte di questa seconda categoria; le loro azioni nell’ultimo anno sono scese, ma nel complesso meno di molte altre.

A valori del 14 novembre, l’azione al portatore di Swatch Group era a -9% rispetto a un anno prima; l’azione nominativa Richemont dal canto suo era a -13% in rapporto a dodici mesi prima. Andamenti certo non esaltanti, che però vengono dopo un 2021 ben diverso e che vanno appunto valutati anche tenendo conto del contesto del 2022. Per dare un’idea, l’indice borsistico mondiale in dollari Msci Acwi alla stessa data era in calo del 16%, sempre rispetto a un anno prima; uno degli indici internazionali del comparto del lusso, lo S&P Global Luxury Index, registrava invece una discesa del 23% nello stesso periodo.

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Se da un lato non c’è da cantar vittoria per l’andamento delle azioni dei due gruppi svizzeri di settore quotati, dall’altro le cifre indicano che i titoli di entrambi fanno parte del plotone che ha limitato i danni in Borsa, che ha tenuto meglio di altri in questo anno di turbolenze sui mercati. D’altronde i dati dei primi dieci mesi del 2022 sull’export di orologi elvetici hanno mostrato un aumento del 11,9% in rapporto a un anno prima, a 20,38 miliardi di franchi (20,73 miliardi di euro), cifra per alcuni aspetti superiore alle attese. E anche gli ultimi risultati resi noti dai due gruppi svizzeri quotati hanno mostrato buoni andamenti degli affari, nonostante il rallentamento economico internazionale.

Swatch Group - che è presente in tutte le gamme e che ha tra i suoi marchi Omega, Longines, Rado - nel primo semestre 2022 ha registrato un fatturato di 3,6 miliardi di franchi, in aumento del 7,4% sullo stesso periodo 2021, e un utile netto di 320 milioni di franchi (+18%). Richemont - che è attivo in orologi e gioielli ma anche in accessori del lusso e che ha tra i suoi marchi Cartier, Montblanc, Piaget - tra aprile e settembre, cioè nei primi sei mesi del suo esercizio 2022-23, ha realizzato un fatturato di 9,6 miliardi di euro (+24%); nel semestre il gruppo ha registrato una perdita di 766 milioni di euro, a causa di un effetto contabile legato alla cessione della piattaforma Yoox-Net-A-Porter. Senza questo effetto, l’utile semestrale di Richemont è di 2,1 miliardi di euro (+40%). Le buone cifre dell’export di orologi svizzeri e i buoni risultati semestrali hanno contribuito al contenimento della discesa dei titoli dei due gruppi.

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