tendenze

Orologi, la Cina traina la ripresa: il 2021 inizia in calo ma prevale l’ottimismo

L’export di segnatempo svizzeri a gennaio cala dell’11%, l’alta gamma il segmento che si difende meglio. La Cina è l’unico mercato della top ten a segnare una crescita

di Lino Terlizzi

default onloading pic

L’export di segnatempo svizzeri a gennaio cala dell’11%, l’alta gamma il segmento che si difende meglio. La Cina è l’unico mercato della top ten a segnare una crescita


2' di lettura

Il 2021 è iniziato con il calo di gennaio per l'export di orologi svizzeri, ma le imprese elvetiche del settore restano abbastanza ottimiste per i prossimi mesi. Un ottimismo motivato da un lato da una tendenza alla ripresa già emersa nella parte finale del 2020, dall'altro lato dal fatto che i dati di gennaio subiscono questa volta un doppio effetto statistico negativo: lo stesso mese dell'anno scorso fu l'unico ad avere il segno positivo, perché il coronavirus non era ancora esploso; inoltre, quest'anno c'è stato un giorno lavorativo in meno.

Veniamo alle cifre. Le esportazioni di segnatempo elvetici nel gennaio di quest'anno si sono attestate a 1,59 miliardi di franchi (1,48 miliardi di euro), l'11% in meno rispetto a dodici mesi prima. Gli orologi di gamma alta, con prezzo sopra i 3 mila franchi, sono ancora una volta quelli che si sono difesi meglio, con una flessione in valore contenuta, pari al 4,1%; per la gamma medio-alta (500-3 mila franchi) il calo è stato del 24,7%, per la gamma media (200-500 franchi) del 25,5%, per la gamma di base (sotto i 200 franchi) del 30,5%.

Loading...

Per quel che riguarda l'andamento dei maggiori mercati, è stata nuovamente la Cina a far ampiamente da traino. Il mercato cinese è stato l'unico nella top ten a registrare il segno positivo nel mese. Questi i dati dei dieci maggiori mercati: Cina +58,2%, Stati Uniti -11%, Hong Kong - 8,5%, Giappone -20,9%, Singapore -1,6%, Regno Unito -20,2%, Germania -13,8%, Emirati Arabi Uniti -11,9%, Francia -22,4%, Corea del Sud -36,2%.

Con una contrazione del 24,2%, l'Italia non è riuscita a rimanere a quel decimo posto che aveva invece mantenuto a fine 2020 ed è scesa per il mese di gennaio all'undicesimo. Per la Federazione dell'industria orologiera svizzera (Fh), che fornisce i dati sull'export di settore elvetico, i dati di questo gennaio “«hanno un effetto limitato sulla tendenza alla ripresa vista dalla scorsa estate, un ritorno a una crescita significativa è atteso per i prossimi mesi».

Jean-Daniel Pasche, presidente Fh, preferisce per ora non fare previsioni in cifre sull'andamento dell'export nel 2021, viste le incertezze ancora presenti nel quadro mondiale, ma parla di un probabile miglioramento nel corso dell'anno. René Weber, managing director della banca Vontobel ed esperto del settore, dal canto suo prevede un possibile andamento di questo tipo: dopo la discesa a 16,9 miliardi di franchi di export nel 2020 (-21,8%), una risalita a 19,5 miliardi di franchi nel 2021 ed a 20,7 miliardi di franchi nel 2022. Se così fosse, il livello dei 21,7 miliardi di franchi del 2019 resterebbe ancora da riconquistare, ma la ripresa tra quest'anno e il prossimo sarebbe comunque abbastanza robusta.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti