Orologeria

Orologi, continua la ripresa dell’export a luglio

Le esportazioni elvetiche sono cresciute del 29,1% rispetto allo stesso mese del 2020 e del 7,6% in rapporto a luglio 2019, anno pre-pandemia

di Lino Terlizzi

(lilkin - stock.adobe.com)

3' di lettura

Prosegue la risalita dell’industria svizzera degli orologi, principale polo mondiale del settore in termini di fatturato. L’export di segnatempo elvetici in luglio è stato pari a 2,04 miliardi di franchi (1,91 miliardi di euro al cambio attuale), il 29,1% in più rispetto allo stesso mese del 2020 e il 7,6% in più in rapporto allo stesso mese del 2019. Questa seconda percentuale è più significativa, perché il 2020 è stato l’anno della contrazione anomala dovuta alla pandemia, quindi gli attori del settore guardano soprattutto al raffronto con il 2019.

Discorso analogo per l’intero periodo gennaio-luglio: nei primi sette mesi 2021 l’export rossocrociato è stato di 12,67 miliardi di franchi (11,83 miliardi di euro), il 49,6% in più rispetto a un anno prima e lo 0,8% in più in rapporto a due anni prima. Quest’ultimo aumento rispetto allo stesso periodo del 2019, anche se leggero, è pure significativo.

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L’andamento delle esportazioni elvetiche sui singoli mercati conferma il ruolo trainante di Cina e Stati Uniti; per l’Europa c’è una tendenza complessiva al miglioramento, ma la velocità non è la stessa. Nel mese di luglio tutti i dieci maggiori mercati hanno registrato il segno positivo in rapporto al 2020. Questo invece il trend per quel che riguarda il raffronto con lo stesso mese del 2019: Stati Uniti +48,5%, Cina +75%, Hong Kong -24,8%, Giappone -4,1%, Regno Unito +12,4%, Singapore -3,4%, Francia +10,2%, Germania +5%, Emirati Arabi Uniti +13,9%, Corea del Sud +1,6%.

L’Italia ha registrato un -24,2% nel mese ed è scesa all'11° posto, ma è rimasta nella top ten, al 10° posto, per quel che concerne l'intero periodo gennaio-luglio.

Nel mese di luglio di quest’anno sono stati ancora una volta gli orologi delle gamme alta e medio-alta a spingere le esportazioni svizzere. L’export di segnatempo con prezzi sopra i 3 mila franchi ha registrato un aumento in valore del 13,6% in rapporto allo stesso mese del 2019, quello degli orologi con prezzi tra 500 e 3 mila franchi ha avuto un incremento del 3,4%. Ci sono state invece contrazioni per l’export di segnatempo della gamma media 200-500 franchi (-21,1%) e per quello della gamma di base sotto i 200 franchi (-15,1%).

Tornando ai risultati dei dieci maggiori mercati, per quel che riguarda l’intero arco gennaio-luglio 2021 tutti sono ampiamente in positivo rispetto allo stesso periodo del 2020. Questo è invece il quadro in rapporto allo stesso periodo del 2019: Cina +63,7%, Stati Uniti +26,2%, Hong Kong -24,1%, Giappone -11,1%, Singapore +3,5%, Regno Unito -11,6%, Germania -8,9%, Emirati Arabi Uniti -1,1%, Francia -15,8%, Italia -12,3%.

Il polo elvetico degli orologi rappresenta oltre il 50% del fatturato mondiale del settore ed esporta oltre il 90% della sua produzione. I dati sull’export forniti dalla Federazione dell’industria orologiera svizzera sono quindi un termometro importante per l’intero comparto. Per l’industria dei segnatempo l’obiettivo ora è, pandemia permettendo, mantenere nei prossimi mesi un passo che permetta di eguagliare e se possibile superare i livelli del 2019.

Nonostante il segno positivo dell’export di luglio, alla Borsa di Zurigo i titoli dei due grandi gruppi elvetici del settore quotati – Swatch Group e Richemont – dopo la diffusione dei dati hanno registrato marcati ribassi. Secondo una parte degli analisti si tratta però da un lato dei riflessi di una giornata borsistica in generale di segno negativo, dall’altro di possibili prese di beneficio su questi titoli, dopo i rialzi dei mesi precedenti.

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