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Orologi: crolla l’export verso Hong Kong, ma Usa e Cina compensano

di Lino Terlizzi


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(AdobeStock)

2' di lettura

Fa ancora passi avanti l’export di orologi svizzeri, nonostante il rallentamento economico internazionale e la discesa di Hong Kong, mercato importante che subisce gli effetti delle turbolenze politiche. In ottobre le esportazioni di segnatempo elvetici sono salite a 2,02 miliardi di franchi (1,83 miliardi di euro), l’1,5% in più rispetto ad un anno prima. Nel complesso dei primi dieci mesi del 2019 l’export di orologi rossocrociati è stato di 17,95 miliardi di franchi (16,31 miliardi di euro), con un aumento del 2,7% in rapporto allo stesso periodo dell’anno scorso.

La forte contrazione di Hong Kong in ottobre ha permesso agli Usa di diventare nel mese il primo mercato di esportazione per gli orologi svizzeri, seguito dalla Cina. In Europa sono andati bene in particolare Regno Unito e Francia, l’Italia ha registrato solo un lieve progresso.

Schematicamente l’andamento dei primi dieci mercati nel mese si sintetizza con gli Usa a più 9,5%, Cina +17,6%, Hong Kong -29,7%, Giappone +11,3%, Regno Unito +12,9%, Francia +24,2%, Singapore +4,3%, Germania +2,2%, Italia +0,7%, Emirati Arabi +0,7%. A trainare l’export elvetico nel mese sono stati gli orologi di gamma alta, con un prezzo sopra i 3 mila franchi; le altre fasce di prezzo hanno registrato flessioni.

L’andamento dell’intero periodo gennaio-ottobre 2019, sempre per la top ten dei mercati vede come primo cliente ancora Hong Kong (ma con un calo dell’8,8% rispetto ai primi dieci mesi 2018), Usa +8,8%, Cina +15,6%, Giappone +23%, Regno Unito +15,6%, Singapore +11,9%, Germania -0,1%, Francia in pratica invariata, Italia -0,5%, Corea del Sud +3,8%.

Il polo elvetico degli orologi rappresenta oltre il 50% del fatturato mondiale del settore ed esporta oltre il 90% della sua produzione. I dati dell’export svizzero sono dunque un indicatore importante non solo per l’industria rossocrociata ma anche per l’intero settore. La crescita economica rallentata a livello internazionale quest’anno ha creato alcuni ostacoli, ma sin qui non ha fermato l’export, che ha registrato nel complesso progressi, seppur contenuti. La forza del franco svizzero pure ha creato alcuni ostacoli, di nuovo però senza bloccare la dinamica delle esportazioni. La caduta dell’export verso Hong Kong è un fattore rilevante, peraltro come si è visto finora compensato dall’avanzata degli Usa, della Cina, di altri mercati asiatici, di una parte dei mercati europei.

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