Congiuntura

Orologi, l’export di giugno a livelli 2019: traino dal lusso verso Usa e Cina

L’andamento delle esportazioni svizzere utilizzato come barometro per l’intero settore segnala il superamento del valore di giugno 2019: più venduta la fascia alta

di Lino Terlizzi

(AdobeStock)

2' di lettura

Balzo dell'export di orologi svizzeri nel mese di giugno, con un primo semestre 2021 che è tornato in pratica agli stessi livelli del 2019, pre pandemia. La fotografia di metà anno è quella di un polo elvetico dei segnatempo che ha recuperato il terreno perso durante la pesante caduta dell'anno scorso causata del coronavirus e che ora punta a mantenere per i prossimi mesi la velocità di marcia riacquisita.

L’export di giugno supera i livelli pre virus

In giugno le esportazioni sono state di 1,96 miliardi di franchi (1,81 miliardi di euro al cambio attuale), in aumento del 71% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. La Federazione dell'industria orologiera svizzera (Fh) effettua però ormai la comparazione con il 2019, considerando come poco rappresentative le cifre di un 2020 segnato dal virus, e in rapporto a due anni prima c'è un incremento del 12,5%. Dunque l'export del solo mese di giugno ha superato quello dello stesso mese dell'ultimo anno pre pandemia.

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Il quasi pareggio del semestre

Guardando all'intero primo semestre di quest'anno non c'è la stessa vittoria ma c'è sostanzialmente un pareggio, pur sempre significativo se si tiene conto del contesto internazionale caratterizzato da un virus non ancora scomparso e da una ripresa economica che viaggia a velocità diverse nel mondo.

Tra gennaio e giugno 2021 le esportazioni di orologi rossocrociati sono state di 10,62 miliardi di franchi (9,81 miliardi di euro), quindi solo lo 0,5% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Sia i dati di giugno sia quelli dei primi sei mesi 2021 confermano la Cina e gli Stati Uniti come i traini di gran lunga principali. I maggiori mercati europei stanno registrando miglioramenti ma hanno ancora il segno negativo rispetto al 2019. Per l'Italia c'è un incremento decisamente buono per il mese di giugno; per il semestre l'Italia ha invece ancora il segno negativo, ma rimane nella top ten dei mercati, al nono posto per l'esattezza.

Il quadro dei principali mercati

Guardando al solo mese di giugno, questo è l'andamento dei dieci maggiori mercati, sempre rispetto a due anni prima: Stati Uniti +35,4%, Cina +93,7%, Hong Kong +5,2%, Giappone -11%, Regno Unito -5,4%, Singapore +15,1%, Italia +33,6%, Francia -15,3%, Germania -11,1%, Emirati Arabi Uniti +15,7%. Il forte incremento dell'export nel mese è stato determinato dagli orologi di gamma alta (prezzo sopra i 3 mila franchi) e medio-alta (prezzo tra i 500 e i 3 mila franchi); per i segnatempo con prezzo tra 200 e 500 franchi e sotto i 200 franchi ci sono state invece flessioni.

Per quel che riguarda l'intero arco del primo semestre 2021, questo invece è l'andamento rispetto a due anni prima, per la top ten dei mercati: Cina +61,9%, Stati Uniti +22,4%, Hong Kong -24%, Giappone -12,4%, Singapore +4,8%, Regno Unito -15,4%, Germania -11,3%, Emirati Arabi Uniti -3,4%, Italia -10%, Francia -20,4%.

L'industria orologiera elvetica rappresenta oltre il 50% del fatturato mondiale del settore ed esporta oltre il 90% della sua produzione. I dati sull'export svizzero sono dunque un indicatore di rilievo per l’intero settore. Dopo questo giro di boa di metà anno tutto sommato positivo, i riflettori si spostano naturalmente sulla seconda parte del 2021, durante la quale il polo elvetico affronterà la sfida del mantenimento del passo ritrovato, per conservare, e se possibile superare, i livelli del 2019.

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