Congiuntura

Orologi, l’export di novembre sorpassa (anche) il 2019: miglior risultato dal 2014

Se le esportazioni manterranno lo stesso passo a dicembre, complici le vendite natalizie, il valore del 2019 sarà superato

di Lino Terlizzi

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3' di lettura

Il passo della ripresa delle esportazioni di orologi svizzeri si conferma buono. In novembre l'export di segnatempo elvetici ha registrato un’altra avanzata. Considerando il fatto che nel 2020 la forte contrazione dell'export causata dalla pandemia è stata chiaramente inusuale, la Federazione dell'industria orologiera svizzera (Fh) sottolinea soprattutto il raffronto con il 2019, dunque con il pre coronavirus.

Record rispetto a ottobre 2014

I livelli del 2019 sono stati superati sia nel mese di novembre sia nell'insieme dei primi undici mesi di quest'anno e ciò fa sì che sia a portata di mano l'obiettivo di un intero 2021 in positivo rispetto a due anni fa. In novembre le esportazioni sono state di 2,17 miliardi di franchi (2,09 miliardi di euro al cambio attuale), in aumento delll'8,6% in rapporto allo stesso mese del 2019 (l'incremento è dell'11,9% rispetto al 2020). Si tratta del miglior risultato mensile dall'ottobre del 2014.

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La gamma alta fa da traino

Per quel che concerne i primi undici mesi 2021, l'export è stato di 20,38 miliardi di franchi (19,60 miliardi di euro) , cioè il 2,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2019 e il 33,4% in più in rapporto al 2020. Ancora una volta è stata la gamma alta a trascinare le esportazioni di orologi elvetici. L'export di segnatempo svizzeri con prezzo oltre i 3 mila franchi ha infatti registrato nel mese di novembre un incremento in valore del 16% rispetto al 2019. La gamma medio-alta (prezzo tra 500 e 3 mila franchi) ha avuto una leggera flessione, mentre la gamma media (200-500 franchi) e di base (sotto i 200 franchi) hanno registrato cali più consistenti in rapporto a due anni fa.

Stati Uniti e Cina in testa. Emirati Arabi in crescita

Per quel che riguarda i mercati di sbocco, Stati Uniti e Cina rimangono i traini principali, sia per il mese di novembre sia per il complesso degli undici mesi. Gli Emirati Arabi Uniti conquistano il segno positivo anche per l'intero periodo gennaio-novembre. I maggiori mercati europei - inclusa l'Italia, che riesce peraltro a rimanere nella top ten, al decimo posto – negli undici mesi registrano forti balzi rispetto all'anno scorso ma non sono ai livelli del 2019.Questo l'andamento dei primi dieci mercati in novembre, in rapporto allo stesso mese del 2019: Stati Uniti +21,8%, Cina +34,7%, Hong Kong -4,6%, Regno Unito +33,1%, Giappone -7%, Francia +38,1%, Singapore -16,8%, Emirati Arabi uniti +56,5%, Germania +4,9%, Italia -11,9%. Questo è invece l'andamento nell'intero arco gennaio-novembre, sempre rispetto allo stesso periodo del 2019: Stati Uniti +26,4%, Cina +53,5%, Hong Kong -21,2%, Giappone -12,6%. Regno Unito -3,5%, Singapore stabile, Germania -6,2%, Emirati Arabi Uniti +6,2%, Francia -10,8%, Italia -11,7%.

L'industria elvetica degli orologi è il maggior polo in termini di fatturato, rappresenta infatti oltre la metà del giro d'affari mondiale del settore. Più del 90% della produzione del polo svizzero degli orologi viene esportato. I dati sulle esportazioni rossocrociate sono quindi un indicatore rilevante per l'intero settore.

Nel 2019 l'export annuo di segnatempo svizzeri era stato di 21,7 miliardi di franchi (20,9 miliardi di euro al cambio attuale). Se le esportazioni manterranno lo stesso passo anche in questo dicembre – mese come sempre importante per via delle vendite legate alle festività natalizie e di fine anno - la cifra complessiva di due anni fa sarà ritrovata e superata. A gennaio il consuntivo finale di un 2021 che ha visto le lancette dell’industria dei segnatempo tornare a girare ad un buon ritmo.

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