effetto virus a marzo

Orologi & lockdown: crolla l'export (-22%), ma sale verso Usa, Cina e Giappone

La discesa delle esportazioni svizzere è stata del 21,9% in valore e del 43% in quantità. Tengono le fasce di prezzo più alte, Italia a -16,3% nel primo trimestre

di Lino Terlizzi

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

L'effetto economico negativo del coronavirus emerge ora pienamente anche per l'export di orologi svizzeri. I dati sul mese di marzo mostrano infatti una forte contrazione delle esportazioni, dopo un gennaio ancora con il segno positivo e un febbraio con una flessione nel complesso contenuta. In marzo l'export rossocrociato di orologi si è fermato a 1,35 miliardi di franchi (1,28 miliardi di euro), con una discesa del 21,9 % rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Per l'insieme dei primi tre mesi 2020 l'export è di 4,74 miliardi di franchi (4,51 miliardi di euro), in calo del 7,5% in rapporto a dodici mesi prima.

In marzo la contrazione dell'export ha coinvolto tutte le fasce di prezzo, ma la gamma alta ha subìto una discesa decisamente minore rispetto alle altre: la fascia di prezzo oltre i 3 mila franchi ha registrato un -12%, contro il -35% della fascia 500-3 mila franchi, il -54% di quella 200-500 franchi, il -40% di quella sotto i 200 franchi.

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Per quel che riguarda l'andamento dei maggiori mercati in marzo, hanno evitato il segno negativo solo Stati Uniti, Cina e Giappone, tutti gli altri hanno avuto cali. Queste le cifre del mese: Stati Uniti +20,9% (probabilmente grazie anche a scorte fatte in vista di incertezze per trasporti e logistica), Cina +10,5% (grazie alla ripresa post virus delle attività economiche), Giappone +2,3%; alle spalle di queste tre mercati ci sono Hong Kong -41,3%, Singapore -5,5%, Regno Unito -33,9%, Emirati Arabi -21,2%, Germania -33,1%, Corea del Sud -46,2%, Francia -48%, Italia-57,6%.

L'Italia ha la stessa posizione, cioè l'undicesima, anche nella classifica dei maggiori mercati per l'intero primo trimestre di quest'anno: Stati Uniti +18%, Hong Kong -35,9%, Giappone +4,9%, Cina -11,9%, Singapore +5,6%, Regno Unito -22,5%, Germania -6,9%, Emirati Arabi -14%, Francia -5,2%, Corea del Sud -8,9%, Italia -16,3%.

Il polo svizzero degli orologi rappresenta oltre il 50% del fatturato mondiale del settore ed esporta oltre il 90% della sua produzione. Le cifre sull'export fornite dalla Federazione dell'industria orologiera svizzera (Fh) sono quindi un indicatore principale per l'intero settore.

La Fh dal canto suo fa notare la sorpresa positiva in marzo di alcuni mercati di rilievo - soprattutto come detto di Stati Uniti e Cina - ma al tempo stesso registra le ampie difficoltà dovute agli effetti anche economici del coronavirus. Se la caduta dell'export in marzo è stata come visto del 21,9% in valore, quella in volumi è stata del 43,1% e questo è un altro elemento, afferma la Fh, che va tenuto in conto per avere il quadro complessivo della situazione.

La federazione prevede anche per aprile un export con il segno chiaramente negativo. L'attesa di spiragli di ripresa post virus anche in questo settore si sposta inevitabilmente in direzione della seconda parte dell'anno.

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