congiuntura

Orologi, a maggio rallenta la caduta dell’export. I primi cinque mesi chiudono a -36%

L’Italia si è classificata al settimo posto nella top ten dei mercati di sbocco delle esportazioni dalla Svizzera, dove una parte degli operatori continua a credere in una risalita della domanda nel secondo semestre 2020

di Lino Terlizzi

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(Dieter Hawlan - stock.adobe.com)

L’Italia si è classificata al settimo posto nella top ten dei mercati di sbocco delle esportazioni dalla Svizzera, dove una parte degli operatori continua a credere in una risalita della domanda nel secondo semestre 2020


2' di lettura

L'effetto negativo del coronavirus si è fatto chiaramente sentire sulle esportazioni di orologi svizzeri anche in maggio, seppur in modo un po' meno pesante rispetto ad aprile. L'export di segnatempo elvetici si è fermato a 655,6 milioni di franchi (614 milioni di euro), il 67,9% in meno in rapporto a maggio di un anno prima. In aprile la caduta era stata dell'81,3%. Per l'insieme dei primi cinque mesi del 2020 le esportazioni di orologi rossocrociati sono state pari a 5,73 miliardi di franchi (5,36 miliardi di euro), il 35,8% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019.

La graduale uscita da blocchi o riduzioni delle attività economiche in molte parti del mondo ha dunque permesso di diminuire la contrazione dell'export elvetico, che comunque rimane rilevante. L'industria orologiera svizzera, che rappresenta oltre il 50% del fatturato mondiale del settore ed esporta oltre il 90% della sua produzione, archivia i dati inevitabilmente negativi e cerca di guardare avanti, a una risalita progressiva delle attività economiche nei prossimi mesi.

Anche a maggio, tuttavia, i principali mercati hanno registrato discese consistenti, compresa l'Italia che è nel mese al settimo posto. Questo l'andamento dei dieci mercati principali, nell'ordine: Cina -54,6%, Hong Kong -68,8%, Germania -53,2%, Stati Uniti -79,2%, Giappone -74,2%, Emirati Arabi Uniti -56,3%, Italia -67,1%, Francia -76,7%, Singapore -74,8%, Corea del Sud -68,9%.

Il calo dell’export ha evidenziato contrazioni consistenti in tutte le fasce di prezzo, con discese in valore comprese tra il -66,4% dei segnatempo di gamma alta (sopra i 3 mila franchi) e il -71,1% di quelli di gamma media (500-3 mila franchi).

Per quel che riguarda il quadro dell'intero periodo gennaio-maggio 2020, le cifre della Federazione dell'industria orologiera svizzera (Fh) sui maggiori mercati mostrano un relativo contenimento del calo per due tra i principali punti di riferimento, Stati Uniti e Cina. Questo l'andamento nei primi cinque mesi di quest'anno: Stati Uniti -25,6%, Cina -24,6%, Hong Kong -52,5%, Giappone -32,4%, Singapore -32,8%, Regno Unito -44,5%, Germania -34,5%, Emirati Arabi Uniti -34,1%, Corea del Sud -34,3%, Francia -43,8%. L'Italia (-46,4%) è undicesima nel periodo.

Le cifre di maggio e dei primi cinque mesi non hanno sorpreso gli operatori. Alla Borsa di Zurigo i due gruppi elvetici del settore quotati – Swatch Group e Richemont – a metà mattina non erano particolarmente colpiti e vedevano i loro titoli oscillare lievemente, sostanzialmente in linea con l'andamento dell'indice delle blue chip svizzere, lo Smi. Il quadro economico internazionale resta complicato, ma una parte degli operatori continua a puntare su una possibile risalita marcata delle esportazioni rossocrociate nella seconda metà dell'anno.

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