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Orologi, nel primo trimestre l’export a +14,3%, trainato dagli Stati Uniti

Salgono a 5,8 miliardi di franchi le vendite all’estero dei segnatempo svizzeri. Bene l’Europa, rallenta la Cina e crolla il mercato russo. I modelli di fascia alta sono i più venduti

di Lino Terlizzi

2' di lettura

Ritmo ancora sostenuto per l'export di orologi svizzeri. Nel mese di marzo le esportazioni di segnatempo elvetici hanno raggiunto i 2,09 miliardi di franchi (2,04 miliardi di euro), con un aumento dell'11,8% rispetto a un anno prima. Con questa ulteriore avanzata in marzo, il primo trimestre 2022 si è chiuso con un export di 5,79 miliardi di franchi (5,65 miliardi di euro), in progresso del 14,3% in rapporto allo stesso periodo del 2021.

In marzo a far da traino sono stati gli Usa e i principali mercati di sbocco europei. In frenata invece Cina e Hong Kong, che restano comunque rispettivamente secondo e terzo mercato a livello mondiale, alle spalle degli Stati Uniti che mantengono il primo posto. Questo l'andamento dei dieci maggiori mercati nel mese: Usa +31,8%, Cina -27,6%, Hong Kong -9,3%, Giappone +23,5%, Regno Unito +54,9%, Singapore +19,7%, Germania +43%, Francia +21,1%, Emirati Arabi Uniti +12,2%, Italia +17,8%. Con questo incremento l'Italia è riuscita a riconquistare nel mese il decimo posto, che in febbraio aveva dovuto cedere alla Corea del Sud, ora undicesima.

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Ancora una volta sono stati gli orologi di gamma alta, con prezzo sopra i 3 mila franchi, a registrare l'aumento maggiore nell’export, con un +15,8% in valore in marzo. L'incremento è stato più contenuto per i segnatempo di gamma medio-alta, con un prezzo tra 500 e 3 mila franchi, che hanno registrato un +2,1%. Segno negativo invece (-14,4%) per gli orologi di gamma media, con prezzo tra 200 e 500 franchi, e sostanziale stabilità per i segnatempo della gamma di base, con prezzo sotto i 200 franchi.

Per quel che riguarda i primi tre mesi dell'anno in corso, questo è l'andamento dell'export di orologi svizzeri sui dieci maggiori mercati: Stati Uniti +33,9%, Cina -9,8%, Hong Kong -3,1%, Giappone +17,9%, Regno Unito +35,3%, Singapore +15,2%, Germania +31,4%, Emirati Arabi Uniti +11,6%, Francia +19,3%, Italia +15,8%. Allargando lo sguardo ai primi trenta mercati, si può vedere tra l'altro come la Russia nel trimestre sia scesa al 23esimo posto (nel bimestre gennaio-febbraio era al 17esimo), a causa del crollo verticale dell'export in marzo, dopo l'invasione russa dell'Ucraina. L'industria orologiera elvetica rappresenta oltre il 50% del fatturato mondiale del settore ed esporta più del 90% della sua produzione. I dati sull'export forniti dalla Federazione dell'industria orologiera svizzera (Fh) sono dunque un indicatore di rilievo per il settore. Dopo un 2021 in forte rimbalzo rispetto a un 2020 pesantemente segnato dalla pandemia, in questa prima parte del 2022 il polo elvetico dei segnatempo è riuscito a mantenere un passo veloce. Nel quadro internazionale da una parte ci sono ancora gli effetti positivi della ripresa economica del 2021, ma dall'altra ci sono ora le incognite legate alla guerra in Ucraina, all'aumento dell'inflazione, alle code della pandemia (in particolare adesso in Cina). In questo quadro, per l'industria rossocrociata continuare con questo buon passo sarebbe un successo ancor maggiore. Riflettori puntati sui prossimi mesi, quindi, per cercare di capire quale velocità potrà avere il polo elvetico in questo 2022 non facile per quel che riguarda il quadro economico internazionale.

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