Congiuntura

Orologi, segnali di ripresa dal polo svizzero: l’export sale anche ad aprile

I numeri confermano il ritorno alla normalità - rispetto al periodo pre Covid - iniziato a marzo. Domanda concentrata sulla fascia alta e più forte da Cina e Stati Uniti

di Lino Terlizzi

(Adobe Stock)

2' di lettura

Prosegue la ripresa per le esportazioni di orologi svizzeri. I dati di aprile secondo la Federazione dell'industria orologiera svizzera (Fh) «confermano il ritorno alla normalità iniziato in marzo». Il balzo dell'export di segnatempo elvetici nel mese è stato molto rilevante rispetto a un anno prima (+446,1%), ma proprio perchè rilevato in un periodo eccezionale la Federazione preferisce prendere come base di comparazione lo stesso mese del 2019: ad aprile 2020 ci furono lockdown estesi nel mondo a causa della pandemia, con un crollo inusuale (-81,3%) anche per le esportazioni di orologi elvetici.

Il confronto rispetto all’anno pre-virus

L'export dell'aprile di quest'anno, pari a 1,79 miliardi di franchi (1,64 miliardi di euro), viene dunque confrontato con quello di due anni prima (pre virus), rispetto al quale segna un incremento del 2%. Guardando all'insieme dei primi quattro mesi del 2021, le esportazioni di orologi rossocrociati sono pari a 6,86 miliardi di franchi (6,27 miliardi di euro), solo lo 0,4% in meno in rapporto allo stesso periodo del 2019, dato che pure conferma secondo la Federazione la risalita a livelli di normalità. Per quel che riguarda i mercati principali, a fare nuovamente da traino sono soprattutto Cina e Stati Uniti; alcuni tra i maggiori mercati europei, Italia compresa, non hanno invece ancora ritrovato i livelli precedenti al Covid.

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La top ten dei mercati

Questo l'andamento in aprile, sempre in rapporto allo stesso mese 2019: Stati Uniti +14,6%, Cina +75%, Hong Kong -24,8%, Giappone -11,7%, Singapore +1,7%, Regno Unito +1,4%, Germania -11,2%, Emirati Arabi Uniti +22,9%, Italia -17,6%, Corea del Sud -23,1%. La Francia (-28,5%) è all'undicesimo posto. Nel mese sono stati gli orologi svizzeri di gamma alta, quelli con un prezzo superiore ai 3mila franchi, a trascinare le esportazioni, con un aumento che nel segmento è stato del 10,1%. La gamma medio-alta, con prezzo tra 500 e 3 mila franchi, ha registrato un calo. Le gamme media (200-500 franchi) e di base (sotto i 200 franchi) hanno registrato contrazioni più consistenti.

Per l'insieme dei quattro mesi gennaio-aprile 2021, questo l'andamento dei dieci maggiori mercati, rispetto allo stesso periodo 2019: Cina +72,2%, Stati Uniti +20,5%, Hong Kong -29%, Giappone -8,5%, Singapore +4,6%, Regno Unito -23%, Emirati Arabi Uniti -4,2%, Germania -10%, Francia -10,7%, Italia -15,6%.

Il polo svizzero termometro delle prospettive

Il polo svizzero degli orologi rappresenta oltre il 50% del fatturato mondiale del settore ed esporta oltre il 90% della produzione. I dati sull'export di segnatempo elvetici sono dunque attesi da molti operatori del settore, in quanto termometro di rilievo sulla situazione e sulle prospettive. Dopo il segno positivo in marzo e aprile, ora i riflettori si accendono su maggio e giugno, due mesi che la Federazione dell'industria orologiera svizzera indica direttamente come «decisivi per la conferma del trend».

Le imprese del settore puntano chiaramente al ritorno in maggio e in giugno quantomeno ai livelli degli stessi mesi del 2019, sull'onda della ripresa economica internazionale, coronavirus permettendo.

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