Orologi, l'industria del tempo

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Orologi, le vendite tornano a salire. Il lusso traina il settore

Cauto ottimismo per il settore con un primo semestre ricco di novità: dalle fiere segnali di fiducia e investimenti nell’alta gamma

di Giulia Crivelli


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3' di lettura

Il meglio deve ancora venire: entrando nel secondo semestre possiamo interpretare così i dati e i segnali arrivati dal mondo dell'orologeria da gennaio a giugno e azzardare un cauto ottimismo per le previsioni dei prossimi sei mesi, che includono la holyday season,cruciale per ogni settore di beni di consumo, di lusso e non solo.

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Il Salone di Ginevra e quello di Basilea (Baselworld), le due principali fiere di settore europee e mondiali per quanto riguarda il medio e alto di gamma, hanno fatto da vetrina, in gennaio e marzo, a centinaia di novità di prodotto. Forse ancora più importante, alle due manifestazioni sono stati presentati i cambiamenti sui temi – cruciali per l'intero mondo del lusso – della distribuzione e del time-to-market. Su una terza questione, più strettamente legata all'orologeria, quella di razionalizzare il calendario delle fiere, la riposta era arrivata già a fine del 2018, con l'annuncio che dal 2020 Ginevra e Basilea saranno più sincronizzate e si terranno una dopo l'altra tra il 26 aprile e il 5 maggio. Soluzione accolta con favore tra gli stand.

Un concreto segnale di buona salute – se non di autentica ripresa – è arrivato dall'export di orologi svizzeri: il 20 giugno la Fédération de l'industrie horlogère suisse (Fh) ha segnalato una crescita dell'11,4% delle esportazioni di orologi swiss made per il solo maggio (2,03 miliardi di franchi, pari a circa 1,81 miliardi di euro). Un dato importante perché il polo orologiero svizzero rappresenta oltre il 50% del fatturato mondiale del settore ed esporta più del 90% della produzione. Buono anche il dato sui primi cinque mesi: l'export è salito del 4,1% rispetto al periodo gennaio-maggio 2018, arrivando a di 8,92 miliardi di franchi (7,96 miliardi di euro). I risultati di giugno e del primo semestre saranno annunciata dalla Fh il 18 luglio.

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I tre colossi del lusso Lvmh, Kering e Richemont, nel primo trimestre hanno continuato la corsa del 2018: il primo – che è anche leader assoluto al mondo nell'alt di gamma – ha chiuso il periodo gennaio-marzo con un fatturato di 12,538 miliardi (+16% sul primo trimestre 2018) e la sola divisione Watches & Jewelry di Lvmh, che comprende Bulgari, Hublot, Tag Heuer e Zenith, ha superato per la prima volta il miliardo di euro (1,046, +9% sullo scorso anno). Forte di questi risultati (quelli del semestre arriveranno il 24 luglio), due settimana fa Lvmh ha annunciato che nel gennaio 2020 si svolgerà a Dubai il primo Lvmh Swiss Watch Manufactures Exhibition, in cui verranno presentati i prodotti dei brand del gruppo, un evento che non escluderà la partecipazione alle fiere di Ginevra e Basilea, ma che conferma il potenziale del mercato dei Medio Oriente.

A due cifre anche la crescita di Kering +21,9% a 3,8 miliardi di euro il fatturato del primo trimestre): nell'hard luxury il gruppo possiede le maison di gioielli Boucheron, Pomellato, Dodo, Qeelin e quelle di alta orologeria Ulysse Nardin e Girard-Perregaux.
Ancora più significativo l'andamento di Richemont, colosso svizzero focalizzato proprio su gioielleria e orologeria e che ha in portafoglio, tra gli altri, Cartier, Van Cleef&Arpels, A. Lange & Söhne, Iwc, Jaeger-Le Coultre e Roger Dubuis: nell'esercizio fiscale chiuso al 31 marzo i ricavi sono saliti del 27% a 13,9 miliardi, con un utile netto balzato del 128% a 2,8 miliardi. I dati del primo trimestre (aprile-giugno) saranno annunciati il 18 luglio, ma la Borsa di Zurigo sta premiando il titolo da molte settimane. Last but not least, il gruppo Swatch, che ha chiuso il 2018 con ricavi in salita del 6,1% a 8,47 miliardi di franchi svizzeri e che a fine luglio darà i dati del primo semestre.

Ulteriori segnali di vitalità e buona salute del settore sono arrivati dagli investimenti nel retail, in Italia e all'estero, e da quelli sul proprio heritage, con l'inaugurazione o ristrutturazione di musei aziendali. Panerai (gruppo Richemont) ha appena inaugurato a Roma, in via del Babuino, il quarto negozio italiano, che si aggiunge alle boutique di Firenze, Milano e Venezia.
Dna ed heritage si confermano strategici: pochi giorni fa è stato inaugurato il museo Eberhard & Co. a La Chaux-de-Fonds all'interno della Maison de l'Aigle, fatta costruire dal fondatore Georges-Lucien Eberhard all'inizio del secolo scorso. Mentre Omega (gruppo Swatch) sta celebrando i 50 anni dello sbarco sulla Luna con l'edizione speciale Apollo 11 del suo orologio più iconico, lo Speed Master.

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