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Orologi, la volatilità ha spinto le aste: decollo anche sul web

Da Sotheby’s a Christie’s, i player del settore investono in questa direzione visto il crescente interesse del pubblico e la maggiore visibilità globale

di Paco Guarnaccia

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(Getty Images)

Da Sotheby’s a Christie’s, i player del settore investono in questa direzione visto il crescente interesse del pubblico e la maggiore visibilità globale


3' di lettura

Prima del lockdown il comparto orologiero delle più importanti case d'aste era in crescita costante. Che cosa è successo nel frattempo? E che cosa accadrà in futuro? Aurel Bacs, senior consultant di Phillips in Association with Bacs & Russo, è colui che fisicamente nel 2018 aveva battuto il mitico Daytona Rolex appartenuto a Paul Newman per più di 15 milioni di euro: «Con il lockdown esaminare un orologio dal vivo è stato impossibile, ma abbiamo avuto più tempo da dedicare a ogni collezionista o cliente. Non potendo organizzare niente di fisico, siamo riusciti a fare un'asta online di orologi, gioielli e opere d'arte contemporanea con la nostra sede di Hong Kong che ha venduto il 100% dei suoi lotti. Questa performance ci ha dato uno slancio di fiducia tale da programmare per il 29 giugno, una volta finite alcune restrizioni, la prima sessione dal vivo a Ginevra. E con lo stesso risultato: il 100% dei pezzi venduti per un totale di 28 milioni di euro. Ormai l'orologeria per il mondo del collezionismo rappresenta un mercato maturo come quello dell'arte e del design: in tempi di grande volatilità un orologio d'epoca di qualità è un bene che ha un valore economico stabile, e che appaga intellettualmente ed emozionalmente».

Sam Hines, Worldwide Head of Watches di Sotheby's nei mesi passati si è accorto di una cosa: «Nonostante il momento difficile, abbiamo capito che i nostri clienti volevano tornare a interagire con noi. Abbiamo accelerato progetti pianificati da tempo, come le vendite settimanali online che si sono rivelate un format veloce e dinamico, e siamo stati i primi a organizzare sul web un’asta dedicata agli orologi da tasca. Sin dall'inizio della crisi, le nostre attività sono continuate grazie alla nostra solida piattaforma digitale. Gli ultimi mesi hanno segnato un momento di passaggio verso l'online e, visto anche il nostro servizio premium, i collezionisti cominciano a essere più tranquilli nell'acquistare in quel canale. Certo, le aste dal vivo faranno parte del nostro business, ma gradualmente aumenteremo la proporzione di quelle sul web. Detto questo, l'intero mercato è in continua crescita tanto che nel 2019 abbiamo segnato 109 milioni di sterline (120 milioni di euro circa, +22% sul 2018). Inoltre, continuano ad affacciarsi nuovi clienti che ormai rappresentano ben 100 paesi (il 17% in più sul 2018) di cui il 50% ha meno di 40 anni».

Altro grande player del settore è Christie's che dal primo luglio ha un nuovo Watch Specialist per l'Italia, Giovanni Varesi: «Questo comparto per noi aveva raggiunto 116,9 milioni di sterline nel 2019 (128 milioni di euro circa), cifra che non tiene conto dell'exploit del Grandmaster Chime di Patek Philippe lo scorso novembre che, battuto a 28 milioni euro, è diventato l'orologio da polso più costoso di sempre. Nei mesi passati - prosegue Varesi - siamo stati in grado di gestire le aste online, tipologia che usiamo dal 2016, da Hong Kong e da New York, che hanno avuto una partecipazione molto elevata e l'85% dei pezzi assegnati. Il nostro mondo diventerà sempre più digitale, non solo per quanto riguarda la vendita, ma anche per il modo di presentare i lotti, report video sulle loro condizioni, cataloghi digitali e visione in 360° dei modelli e di interagire coi clienti utilizzando piattaforme come Zoom o social come instagram. Vista la maggiore visibilità globale, i pezzi più speciali saranno ancora più ambiti».

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