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Orsero, clementine di Sibari in Europa grazie alla partnership con i produttori

Sarà prevista l'implementazione di un centro raccolta, per il confezionamento e la distribuzione verso i principali grossisti e supermercati

di Silvia Marzialetti

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(Hermes Images / AGF)

Sarà prevista l'implementazione di un centro raccolta, per il confezionamento e la distribuzione verso i principali grossisti e supermercati


2' di lettura

Orsero investe sulla produzione italiana. La holding del gruppo di Albenga, leader nell'Europa mediterranea per l'importazione e la distribuzione di prodotti ortofrutticoli freschi - 1.500 fornitori nelle principali aree di produzione del mondo - ha avviato un progetto in partnership con alcuni produttori di clementine nella piana di Sibari, in Calabria, per commercializzare il prodotto con il proprio marchio in tutta l'Europa del Sud. Lo ha annunciato Matteo Colombini. A breve sarà costituita una cooperativa di produttori di cui Orsero sarà parte attiva, con impegno diretto in produzione.

«L’obiettivo – spiega il Cfo e co-Ceo del gruppo – è consentire alle aziende aderenti di sfruttare la forza del brand e la capillarità della sua rete distributiva e commerciale in Europa». Il secondo step prevede l'implementazione di un centro raccolta e confezionamento all'avanguardia, in cui il prodotto dal campo sarà prima sottoposto a controlli qualità, per poi essere confezionato e condotto ai principali grossisti e supermercati, tramite il network distributivo del gruppo. «Questo - annuncia Colombini - è solo il primo passo del gruppo verso la produzione agricola italiana, che diventa per noi un pilastro strategico per la crescita e lo sviluppo nei prossimi anni».

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Il Cda ha appena approvato i dati consolidati dei primi nove mesi 2020: ricavi netti a circa 788,7 milioni di euro (in crescita del 5,4% rispetto al 30 settembre 2019) e adjusted Ebitda a 39,2 milioni, in crescita del 39%

«Sono molto soddisfatto dell'andamento del gruppo in questi primi nove mesi dell'anno. La crescita ottenuta nonostante un contesto operativo molto complesso che perdura dal mese di marzo, conferma l'efficacia dei piani strategici e la forza del modello di business costruito negli ultimi anni», dice il Cfo.

Dalla quotazione ad oggi il gruppo ha investito circa 100 milioni di euro in M&A e aperture di nuovi siti produttivi, con l'obiettivo di diventare il più forte player dell'Europa Mediterranea. «In un settore strategico e collegato all'agricoltura in cui spesso gli investimenti latitano, siamo molto orgogliosi di poter giocare un ruolo di primo piano a beneficio dei nostri clienti e consumatori, creando posti di lavoro sui territori che ci vedono presenti in primis in Italia», conclude.

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