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Orsero, fatturato in crescita e nuove acquisizioni in vista

Tra gli obiettivi anche la conquista dei mercati di Spagna e Francia con la IV gamma, cioè il segmento della frutta confezionata e pronta per il consumo

di Silvia Marzialetti

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Tra gli obiettivi anche la conquista dei mercati di Spagna e Francia con la IV gamma, cioè il segmento della frutta confezionata e pronta per il consumo


3' di lettura

Vinta la sfida del lockdown con tutti gli indici al rialzo, Orsero, holding dell'omonimo gruppo italiano e internazionale e leader nell'Europa mediterranea per l'importazione e la distribuzione di prodotti ortofrutticoli freschi, vede un fatturato in crescita quest'anno e punta a nuove acquisizioni.

Tra gli obiettivi anche la conquista dei mercati di Spagna e Francia con la IV gamma, cioè il segmento della frutta confezionata e pronta per il consumo. Dai 1.005,7 milioni di euro del 2019, la stima per il fatturato 2020 è ora compresa tra 1.030 e 1.050 milioni.

Conclusa a luglio l'acquisizione del gruppo siciliano Moncada, l'azienda di Albenga (Savona) annuncia di voler proseguire sulla strada delle acquisizioni. «Vogliamo crescere per linee esterne – annuncia a Il Sole 24 Ore Radiocor Matteo Colombini, amministratore deledato e chief financial officer di Orsero –. Possediamo massa critica e una capillarità che può essere un valore aggiunto per altri produttori e aziende». «Per il 2020 – spiega Colombini, che condivide la carica di ad con Raffaella Orsero – le stime sull'Ebitda sono tra i 44,5 e i 46,5 milioni di euro».

Il primo semestre 2020 si è chiuso con ricavi a 520,8 milioni - in crescita del 5,7% rispetto al 30 giugno dell'anno precedente - ed Ebitda a 23,5 milioni (+ 22% rispetto al primo semestre 2019). Orsero - che è quotata sul segmento Star e opera principalmente nella distribuzione e nell'importazione - commercializza oltre 750mila tonnellate di frutta e verdura, grazie a una rete di oltre 1500 fornitori in oltre 70 Paesi. È storicamente vocata ai prodotti esotici e importati, ma negli ultimi anni sta muovendo passi importanti sulla produzione locale.

«Stiamo raccogliendo i frutti del lavoro svolto - afferma Colombini - e degli investimenti effettuati negli ultimi anni: cento milioni nel triennio 2017-2020, di cui il 50% in acquisizioni in Italia, Spagna, Francia, mentre analoga quota è stata utilizzata per il rafforzamento della piattaforma logistica e distributiva europea. La crisi innescata dalla pandemia è stata superata con una compensazione tra Gdo (che in Italia pesa per il 60% sul business dell'azienda), domanda dei piccoli dettaglianti e horeca».

Ora la strategia del management si concentra su IV gamma e nuove acquisizioni. Il segmento della frutta confezionata e pronta per il consumo ha messo a segno nel 2019 un fatturato di 10 milioni, con una crescita del 50%. Gli investimenti in Italia sono stati di 5 milioni di euro nel biennio 2018-2019 e l'obiettivo 2020 del business plan era di 13-14 milioni.

«Per vincere lo scetticismo che da sempre accompagna il segmento nel Sud Europa, abbiamo introdotto una filosofia nuova, che prevede nella lavorazione un mix di macchinari e lavoro manuale, puntando sulla massima qualità – dice Colombini –. Adesso vogliamo portare questo know how in Francia e Spagna».

Nel Paese d'Oltralpe l'azienda punta anche a recuperare quote di mercato, dopo il calo registrato nel 2019 dalla partecipata francese Az France. Accanto all'attività di distribuzione dei prodotti ortofrutticoli freschi, il business model del gruppo prevede anche una attività nel settore dell'import di banane e ananas, mediante navi di proprietà e un'attività di produzione di frutta. Nei primi sei mesi il settore Import & Distribuzione ha conseguito ricavi netti pari a 488 milioni di euro (+25,1 milioni rispetto ai dati al 30 giugno 2019); mentre il settore Shipping ha generato ricavi netti per circa 52,7 milioni, con un incremento di 7,6 milioni rispetto al 30 giugno 2019.

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