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Orsini: «Il nostro sistema fiscale ha 50 anni e va cambiato

Il Vicepresidente di Confindustria con delega a credito, finanza e fisco, in un convegno a Rimini, indica semplificazione, riforme dei tributi e impresa 4.0 come i tre driver per la ripartenza

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

«Il nostro sistema fiscale è stato disegnato nel 1969, quando siamo andati sulla luna. Ha oltre cinquant’anni di età. Non è possibile», avverte il vicepresidente di Confindustria con delega per il credito, la finanza ed il fisco, Emanuele Orsini, che ha affrontato oggi il tema – in vista della delega per la riforma fiscale – in un workshop a Rimini organizzato da Confindustria Romagna su Priorità regionali e Pnrr. «È impensabile pensare – ha aggiunto – che quello che si pensava 50 anni fa sia ancora attuale. Certi pilastri ovviamente restano, però bisogna sicuramente accendere due driver: il primo è quello della semplificazione, l’altro è lo stimolo alla crescita. Oggi si parla tanto di crescita ma anche il fisco sarà sicuramente fondamentale per amplificare le opportunità che abbiamo di fronte».

Quali misure e quali impatti

Sul “lato dell’impresa” per gli imprenditori oggi è importante capire «che misure vengono attuate come agevolazioni fiscali e, soprattutto, dobbiamo capire che cosa generano, quale impatto accendono», dice ancora Orsini. E, avverte: «ci sono due pilastri che per noi sono fondamentali in questo momento: Industria 4.0. per esempio non si deve toccare, è fondamentale. L’altro pilastro che non si deve toccare, e che sicuramente deve essere prorogato al 2023, è il superbonus. Va fatta un’analisi su quanto può essere l’impatto del superbonus su quel 6% di Pil in più atteso per quest’anno che genera un indotto sul mondo industriale: è un impatto fortissimo».

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Ripresa convincente al 6 per cento

«Dopo un anno e mezzo di crisi economica legata alla pandemia, sui mercati internazionali e su quello italiano – ha insistito Orsini – si affaccia una ripresa convincente anche se, per certi versi, presenta i connotati di un rimbalzo. È ragionevole attendere per il 2021 un recupero del Pil vicino al 6,0%, come ha detto il nostro Centro Studi ma quello che è importante ora, è consolidare questa ripresa». E ha aggiunto Orsini: «Il programma Next generation Eu e il Pnrr italiano rappresentano un’opportunità straordinaria per accelerare i processi di transizione e modernizzazione del tessuto produttivo e ricucire i divari che caratterizzano il Paese, riparando, al contempo, i danni economici e sociali provocati dalla crisi pandemica. Il Pnrr con il suo programma di investimenti e riforme potrà consentirci finalmente di fare un vero salto di qualità». Serve però attenzione, avverte Orsini, «alle criticità legate alla diffusione delle varianti e al caro prezzi di prodotti energetici e materie prime, oltre alla difficoltà nel reperirle».

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