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Ortofrutta imperfetta e con lo sconto, crescono i progetti anti spreco di startup e Gdo

A Milano aprirà il negozio di Bella Dentro, la startup che acquista direttamente dagli agricoltori i prodotti “brutti ma buoni” e li mette in vendita scontati. Anche NaturaSì propone in 500 negozi prodotti fuori standard

di Manuela Soressi

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A Milano aprirà il negozio di Bella Dentro, la startup che acquista direttamente dagli agricoltori i prodotti “brutti ma buoni” e li mette in vendita scontati. Anche NaturaSì propone in 500 negozi prodotti fuori standard


3' di lettura

L'imperfezione fa tendenza. Anche nel mondo alimentare. Della necessità di rivalutare i prodotti esteticamente imperfetti, che vengono espulsi dal mercato dispetto del loro valore alimentare, si parla da anni. Anche perché il fenomeno è di ampie dimensioni: uno studio dell'università di Edimburgo ha stimato che ben un terzo dell'ortofrutta prodotta in Europa non abbia i requisiti richiesti dalla Gdo e quindi non arrivi nei negozi, perché fuori calibro oppure segnato da eventi atmosferici o sfregamenti con altri frutti. Un grande volume di prodotti sprecati su cui ho puntato il dito anche la Fao, ribadendo la necessità di far arrivare tutti i prodotti alimentari, belli o brutti che siano, sulla tavola dei consumatori. Adesso sembra finalmente arrivato il tempo di passare dalle parole ai fatti.

Le startup che trasformano frutta e verdura imperfette

Aprirà a Milano il primo negozio di Bella Dentro, la startup che acquista direttamente dagli agricoltori i prodotti “brutti ma buoni”, scartati dal mercato, li mette in vendita o li destina in beneficenza, evitandone così lo spreco. La nuova bottega di via Pergolesi è tutta dedicata alla frutta e alla verdura imperfetta, venduta sia fresca che essiccata e trasformata in confetture a marchio Bella Dentro. Questi prodotti trasformati sono realizzati a Codogno nel laboratorio de L'Officina Cooperativa Sociale, impegnata da anni con ragazzi affetti da autismo e gravi ritardi cognitivi. Un bel traguardo per una startup creata due anni fa da due giovani imprenditori, sostenuta dalla Fondazione Social Venture Giordano Dell'Amore (che vi ha investito 300mila euro in equity) e insignita pochi giorni fa della menzione d'onore del Premio Compasso D'Oro dell'Adi in qualità di progetto d'eccellenza nel food design, Bella Dentro ha iniziato vendendo i prodotti in giro per Milano con una Ape car e, visto il successo ottenuto (in un anno ha “salvato” 26 tonnellate di ortofrutta) non solo ora apre il primo negozio stabile ma avvia anche l'ecommerce, che partirà sul rinnovato sito aziendale.

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Che i progetti anti-spreco alimentare riscuotano l'interesse degli italiani lo dimostra anche la crescita di Babaco Market, il delivery di frutta e verdura “anti spreco” lanciato da Francesco Giberti, già founder dell'app Myfoody, per valorizzare i prodotti non conformi agli standard della Gdo, a causa della presenza di piccoli difetti estetici. Nei primi tre mesi di attività di consegna su Milano delle sue box, riempite con prodotti ortofrutticoli imperfetti provenienti da agricoltori e presidi slow food in tutta Italia, ha veicolato 5,5 tonnellate di prodotti (in particolare pomodori. melanzane, albicocche e pesche) ha permesso ai clienti anche di risparmiare fino al 30% rispetto alla spesa fatta nei negozi. Ora Babaco si accinge a sbarcare anche nell'hinterland milanese, prima tappa di un programma di sviluppo che punta ad allargare presto le consegne anche al resto della Lombardia e alle principali città italiane.

NaturaSì, 50% di sconto in 500 negozi

La valorizzazione dell'”ugly fruit” non è solo un tema per startup. Anche la distribuzione moderna lo sta affrontando, soprattutto in una logica di riduzione dei costi del reparto e di lotta allo spreco. All'estero le catene della Gdo hanno avviato diversi progetti, che hanno riscosso un grande successo, come l'operazione “Les fruits et légumes moches” di Intermarché in Francia e “Too good to waste” di Lidl in Gran Bretagna. Ora anche in Italia qualcosa si muove. Ad aprire le danze è stata Naturasì che a inizio estate, in collaborazione con Legambiente, ha avviato nei suoi 500 negozi il progetto Cosìpernatura, dedicato ai prodotti ortofrutticoli freschi imperfetti, ossia troppo grandi o troppo piccoli, o dalle forme diverse. “Recuperando e mettendo in commercio questi prodotti possiamo ridurre lo spreco in campagna a un massimo, quasi fisiologico, del 4%” spiega Fausto Jori, amministratore delegato di NaturaSì. Oltre al tema “etico” della lotta allo spreco c'è anche un vantaggio economico: su questi prodotti NaturaSì applica uno sconto che arriva fino al 50% del prezzo praticato sugli stessi prodotti “standard”. Un plus importante in un momento come questo in cui l'attenzione degli italiani alla convenienza della spesa è a livelli record.


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