CINEMA

Oscar 2019, i favoriti in corsa per la statuetta

di Stefano Biolchini e Andrea Chimento

(Photo by Danny Moloshok/Invision/AP, File)

2' di lettura

Manca ormai pochissimo alla notte più attesa dell'anno dal mondo dello spettacolo: domenica 24 febbraio, al Dolby Theatre di Los Angeles, andrà in scena la 91esima edizione degli Academy Awards, i premi più importanti dell'universo cinematografico, meglio conosciuti come Oscar.
È una cerimonia che è stata anticipata da diverse polemiche, relative all'idea (poi respinta) di consegnare alcune statuette durante la pausa pubblicitaria e al fatto che non ci sarà un vero e proprio conduttore della serata, dopo la rinuncia di Kevin Hart a seguito delle proteste per alcuni commenti considerati omofobi che l'attore comico aveva postato anni fa sui social network.
Nonostante queste premesse non troppo incoraggianti, l'attesa per la cerimonia è altissima e in tutto il mondo impazzano pronostici e indiscrezioni sui possibili vincitori. Dagli scommettitori più incalliti ai semplici appassionati, tutti scelgono i propri favoriti, sperando che il loro istinto coincida con il gusto dei membri dell'Academy.

Partiamo dai due film più nominati, «Roma» di Alfonso Cuarón e «La favorita» di Yorgos Lanthimos, entrambi forti di ben dieci candidature. I due partono in prima fila (con «Roma» favorito) per la conquista della statuetta per il miglior film, ma dovranno comunque guardarsi le spalle dal quotatissimo «Green Book» di Peter Farrelly, che potrebbe dare a entrambi filo da torcere.
Va inoltre sottolineato che se il lungometraggio di Cuarón vincesse la statuetta principale, farebbe la storia degli Oscar come primo film in lingua non inglese a ottenere l'Oscar più prestigioso.

Loading...

«Roma», comunque, vincerà in scioltezza l'Oscar per il miglior film straniero e non dovrebbe avere problemi lo stesso Alfonso Cuarón ad alzare la statuetta come miglior regista.

«La favorita» invece è in pole position per la miglior sceneggiatura originale (ma attenzione al solito «Green Book»), mentre nella lotta per la miglior sceneggiatura non originale potrebbe avere la meglio «BlacKkKlansman» di Spike Lee su «Se la strada potesse parlare» di Barry Jenkins e «A Star Is Born» di Bradley Cooper.
Come miglior attore protagonista Rami Malek, per aver interpretato Freddie Mercury in «Bohemian Rhapsody», è nettamente in vantaggio sui suoi colleghi (seppur debba prestare attenzione a Christian Bale per «Vice»), mentre per la statuetta come miglior attrice protagonista sembra profilarsi un testa a testa tra Glenn Close per «The Wife» e Olivia Colman per «La favorita».
Tra i non protagonisti, si punta su Mahershala Ali («Green Book») e Regina King («Se la strada potesse parlare»), già vincitori dei rispettivi riconoscimenti ai Golden Globe.

Sembrano inoltre scontate le vittorie di «Spider-Man: Un nuovo universo» come miglior lungometraggio d'animazione e di «Shallow» di Lady Gaga e Bradley Cooper come miglior canzone originale per «A Star Is Born».
Si sa, però, che gli Oscar riservano molte conferme ma anche qualche sorpresa e domenica notte scopriremo quali saranno quelle di questa edizione.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti