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Oscar dell’orologeria tra palloncini rossi

Edizione insolita, causa pandemia, per il Grand Prix d’Horlogerie de Genève 2020 al Théâtre du Léman: all’Altiplano Ultimate Concept di Piaget l’Aiguille d’Or, il riconoscimento più importante

di Paco Guarnaccia

3' di lettura

Al Théâtre du Léman di Ginevra, il 12 novembre scorso, le poltrone non erano occupate da persone, ma da palloncini rossi. Non è stato l’evento consueto a cui si era abituati, ma se pur con questo espediente per creare un’atmosfera, l’edizione 2020 del Grand Prix d’Horlogerie de Genève (gli Oscar dell’orologeria) è giunta a destinazione.

Kermesse nata nel 2001, il Gphg ha tra i suoi protagonisti i segnatempo importanti che i brand, su base volontaria, decidono di candidare nelle varie categorie, arrivando poi alla notte degli awards dopo aver superato diverse selezioni. Dei 15 premi il più importante, l’Aiguille d’Or Grand Prix (praticamente il premio di orologio dell’anno) è stato conquistato da Piaget con l’Altiplano Ultimate Concept, con il quale la maison svizzera ha sfidato, riuscendoci, le regole del possibile: cassa, vetro e movimento manuale sono racchiusi in soli due millimetri di spessore. «È un momento speciale e sono felice per tutte le persone che hanno lavorato su questo che è il più inimmaginabile e impensabile orologio di sempre» le parole a caldo di Chabi Nouri, ceo di Piaget che continua: «Voglio anche congratularmi con gli altri nominati perché tutti insieme cerchiamo di superare i confini e innovare questa industria così amata». Come miglior modello da uomo è stato premiato il 28SC di Voutilainen: «Questa è una categoria molto difficile visto che quasi tutti i brand fanno modelli da uomo. Noi siamo una piccola manifattura. Siamo in 26 a lavorare nei laboratori e arriviamo a produrre tra i 50 e i 60 pezzi all’anno. Facciamo praticamente tutto da noi. Il 28SC è il nostro primo modello con i secondi centrali» spiega Kari Voutilainen, proprietario del brand e orologiaio. A spuntarla tra i femminili è stato Bovet 1822 con il Miss Audrey che, come spiega Pascal Raffy, presidente del marchio: «Si può indossare al polso o come collana, ma può anche diventare un orologio da tavolo». Bovet 1822 peraltro ha arricchito la bacheca anche con il Mechanical Exception Prize per il suo Récital 26 Brainstorm Chapter 2. Bis di premi anche per Breitiling nel Diver’s Watch Prize con il Superocean Automatic 48 Boutique Edition e nel Petite Aiguille (dedicato ai segnatempo che costano tra i 4 e i 10mila franchi svizzeri) con il Superocean Heritage ’57 Limited Edition II dal caratteristico quadrante arcobaleno. Racconta Georges Kern, ceo di Breitling: «Lo abbiamo lanciato nel pieno della prima ondata di Covid-19 e, visto il grande riscontro, abbiamo deciso di farne una riedizione per raccogliere dei fondi da devolvere a organizzazioni sanitarie in prima linea in vari Paesi del mondo contro questo virus». Con lo Streamliner Flyback Chronograph Automatic e l’Endeavour Cylindrical Tourbillon H. Moser X MB&F, H. Moser & Cie ha vinto rispettivamente il Chronograph Watch Prize e l’Audacity Prize: «Ogni premio è importante ma l’Audacity Prize per noi vuol dire molto - spiega Edouard Meylan, ceo della maison -. L’audacia è il motivo per il quale ci siamo fatti notare negli ultimi anni. Il Cylindrical Tourbillon è stato un grande esempio di sinergia tra due marchi: il nostro e MB&F». Due i riconoscimenti anche per Van Cleef & Arpels (Jewellery Watch Prize e Artistic Crafts Watch Prize). Gli altri premi sono andati a Bulgari, Tudor, Vacheron Constantin, Parmigiani Fleurier, Charles Girardier, Greubel Forsey, Ferdinand Berthoud e, come rivelazione dell’anno, a Petermann Bédat.

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