Giornata antispreco

Oscar green di Coldiretti: dall’orto robot alla carta d’aglio fino all’«agri drive in»

Premio con il patrocinio del Mipaaf e del ministero delle Politiche giovanili in occasione della Giornata Internazionale della consapevolezza sulle perdite e sprechi alimentari dell’Onu

di Emiliano Sgambato

Aggiornato il 29 settembre alle ore 15.10

Agricoltura 4.0, Coldiretti e Novamont insieme: nasce Mater Agro

4' di lettura

Dal foglio antispreco ricavato interamente dagli scarti dell’aglio alla “pescatrice di plastica”, da chi ha ideato un orto completamente automatizzato a chi ha abbandonato una carriera nella City londinese e come dirigente di Amazon per fare marmellate e garantire energia pulita.
Sono alcune delle innovazioni nate dall’ingegno dei giovani italiani premiate con l’Oscar Green di Coldiretti, appuntamento promosso, con il patrocinio del ministero delle Politiche agricole e di quello delle Politiche giovanili, nella Giornata Internazionale della consapevolezza sulle perdite e sprechi alimentari proclamata dalle Nazioni Unite.

Sostenibilità al primo posto

Nella categoria sostenibilità l’Oscar è andato a Chiara Meriti che sul suo peschereccio nelle Marche combatte contro l'inquinamento del mare, «facendosi carico di costi e sforzi per selezionare la plastica che si ritrova nelle reti dal pesce e di trasportarla a terra per affidarla a chi di dovere per essere smaltita».

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Rosa Ferro (premio “impresa 5.terra”) ha pensato di riutilizzare lo scarto della lavorazione dell’aglio (la tunica) che produce in azienda, per realizzare fogli di una carta elegante e delicata senza l'aggiunta di componenti chimici.
Fabrizio Medulla
, insieme ad un gruppo di amici universitari e farmacisti, «ha usato le piante officinali della sua Sicilia per estrarne degli oli essenziali e creare un ecosapone completamente biologico».

Andrea Liverani invece conquista l'oscar della Coldiretti nella categoria Fare Rete con una startup attraverso la quale ha attivato una partnership per un progetto di rete sperimentale sull'agricoltura di precisione di 10 aziende agricole in Sardegna «con l’obiettivo di evitare lo spreco d'acqua e somministrare solo il concime e il fertilizzante strettamente necessario».

Giovanni Zuanon ha vinto nella categoria Covid per aver inventato il primo “Agri drive in” dove gustare spuntini a km zero e birra artigianale in piena campagna, davanti a un bel film, nella propria auto, in compagnia dei propri familiari e amici senza nessun rischio di contagio Covid.

Valorizzazione dei prodotti locali

L’abruzzese Alessio D’Annunzio è diventato casaro a domicilio: con il furgone coibentato, dotato di guanti e mascherina, ha concordato le consegne in apposite cassette fuori dell’abitazione «per evitare qualunque tipo di contatto e tutelare la salute dei più fragili, a partire dagli anziani soli».

In finale è giunta anche la toscana Valentina Rossiello che ha cominciato a produrre la prima birra al carciofo. Tra le curiosità quest'anno c'è l'idea di Ivano Fodda di produrre il Supergin della nonna a base di sa pompìa, antico agrume sardo, sigillo di Campagna Amica.

Tra i finalisti anche l'idea di Martina Bodda, piemontese che ha saputo dare valore agli scarti della cantina, trasformando i filtri del vino in oggetti di design, complementi d'arredo, componibili, scomponibili e riadattabili.
Elena Gramiccia
ha ideato “l'agribibita antiage”, una bevanda non alcolica a base di estratti di foglie di olivo biologiche con aggiunta di succo di melograno, limone e zucchero. A vincere nella categoria Creatività è stato Federico Pedrolli con il sidro della movida prodotto da antiche varietà di mele del Trentino.

Il marchigiano Giovanni Togni in periodo Covid si è rimboccato le maniche ed è diventato «cuoco contadino che non solo consegna porta a porta i suoi prodotti, ma anche i suoi gustosi piatti». Il caciocavallo podolico invece viene prodotto da Salvatore Ladaga che, insieme ad altri allevatori custodi, ha creato in Basilicata «una rete che è anche una occasione di sviluppo per realtà dinamiche locali che guardano al turismo del gusto».

Grande attenzione al sociale

Il friulano Lorenzo Favia ha programmato un orto-robot che permette a persone disabili di poter coltivare l'orto attivando semplicemente dei comandi: «Attraverso la app installata, su pc o smartphone, i comandi attivano un meccanismo che realizza fisicamente l’orto – spiegano da Coldiretti –. Le persone danno il comando che serve (semina, ara, bagna, etc) e il braccio meccanico esegue concretamente il lavoro».

Tra le proposte selezionate non mancano quelle a sfondo sociale dove al primo posto è arrivato Alessandro Bruno, che tra le montagne della Valle d’Aosta ha costruito la Fattoria della felicità; o Giulia Baldelli che in Veneto propone l’Oasi felice, un vero e proprio giardino delle meraviglie per le persone con fragilità.

Marco Bertoncelli, agricoltore emiliano di terza generazione, in piena tempesta Covid, «ha deciso – racconta Coldiretti – di dedicarsi ai tanti che vivono una condizione di forte difficoltà e solitudine fornendo le sue primizie biologiche alla mensa gestita dall'Archidiocesi di Bologna e incaricandosi anche delle consegne».

Da Oscar Green è anche la preziosa esperienza di Andrea Signorini, «agricoltore eroico che fa impresa agricola in alta montagna contenendo i dissesti e le frane e garantendo le vie di comunicazione in Toscana».

Spazio agli investimenti hi-tech

L’ emergenza Covid inoltre spinge la rivoluzione digitale nelle campagne con gli investimenti in droni, gps, robot, software e internet delle cose che – secondo l’analisi di Coldiretti sulla base dei dati Smart AgriFood – hanno raggiunto i 540 milioni di euro con un balzo del 20% .

La superficie agricola coinvolta dalla nuova ventata di innovazioni tecnologiche e digitali è di quasi 500mila ettari a livello nazionale, pari solo al 3-4% della superficie totale «ma esiste un grande potenziale di crescita – evidenzia l’organizzaizone agricola – soprattutto con l’utilizzo dei Big Data Analytics e del cosiddetto “Internet delle cose”».
Si tratta di «un cambiamento profondo che vede in prima fila le nuove generazioni con quasi una impresa agricola giovanile su tre (31%) che applica oggi tecniche di agricoltura di precisione». Tra i giovani è molto apprezzato l’utilizzo dei social, utilizzati al 37% del campione per la promozione delle proprie attività, con Facebook che rimane il canale preferito (71%).

Crescono giovani imprese e occupati

Il binomio innovazione-giovani trova conferma nel fatto che «cresce solo il numero di giovani agricoltori, con un incremento dell’8% negli ultimi cinque anni, in netta controtendenza – è l’analisi di Coldiretti sulla base dei dati del Centro Studi Divulga – rispetto al dato generale degli imprenditori under 35 che crollano dell’11% nello stesso periodo, dall’industria al commercio fino all’artigianato». Nell’ultimo anno sono addirittura nata in media 17 nuove imprese al giorno.

L’organizzazione agricola rileva inoltre che nel periodo della pandemia le aziende condotte da giovani si sono dimostrate «anche le più resilienti, con un aumento medio dei redditi del 5,9% nel 2020 rispetto all’anno precedente, mentre quelli delle aziende over 35 sono diminuiti dell’1,3%». Negli ultimi 10 anni gli occupati in agricoltura sono cresciuti del 4%, con la creazione di 11 mila nuovi posti. «Un risultato – conclude l’analisi – in controtendenza se si guarda al dato nazionale relativo al lavoro dei giovani».

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