l’emergenza

Ospedale Fiera a Milano, da aprile i primi 50 pazienti in terapia

Non sarà più un ospedale da campo ma una struttura ospedaliera da 250 posti. Contagi in leggero calo ma è record di morti (969). Fontana: penso che stia per iniziare la discesa

di Sara Monaci

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Non sarà più un ospedale da campo ma una struttura ospedaliera da 250 posti. Contagi in leggero calo ma è record di morti (969). Fontana: penso che stia per iniziare la discesa


3' di lettura

Non sarà più un ospedale da campo, come ipotizzato una settimana fa, ma una vera e propria struttura ospedaliera, con 250 posti per la terapia intensiva, la grande urgenza nella lotta al coronavirus. I lavori nei due ex padiglioni della Fiera di Milano, 25mila metri quadrati all’interno del quartiere Portello, stanno proseguendo su tre turni, 24 ore su 24, con circa 250 lavoratori. L’obiettivo è creare in tempi record, 15 giorni, una struttura che rimarrà in piedi per almeno 6 mesi per sostenere gli ospedali milanesi, lombardi e probabilmente di tutta Italia. Viene definita una «diga» da Enrico Pazzali, presidente della Fondazione Fiera Milano, proprietaria della struttura.

Il progetto
Le imprese impegnate sono circa 40, reperite con affidamento diretto gestito d’ente fieristico. Sarà una delle più grandi strutture per la terapia intensiva in Europa. Si lavora senza sosta per tirare su le mura prefabbricate: in pochi giorni sono stati realizzati i primi otto moduli, stanze vere e proprie al piano 15, dove i primi pazienti probabilmente arriveranno a inizio aprile. Ogni modulo potrà ospitare sette persone, con altrettanti respiratori. Poi al piano zero ne verranno costruiti altri 15. Ogni modulo ha una sala servizi adiacente.

Il percorso dei medici, la red line, confluisce direttamente negli spogliatoi a loro riservati, cosicché possano uscire e entrare senza indumenti e mascherine contaminate. Ci saranno anche stanze per la radiologia.

Il progetto ingegneristico è stato affidato alla società pubblica Infrastrutture lombarde, controllata dalla Regione Lombardia, specializzata in strutture ospedaliere, mentre i fondi sono stati in parte raccolti dalla Fondazione Fiera e in parte dalla Regione stessa. Gli acquisti dei letti e del materiale ospedaliero è eseguito dalla centrale acquisti lombarda, Aria. Si tratta dunque di una sinergia tra pubblico e privato. Sono già stati fatti e rifatti diversi progetti in una sola settimana, per aggiungere, migliorare o ridisegnare gli spazi. I costi lievitano di giorno in giorno, si parlava di 10 milioni ma la spesa è già abbondantemente superiore. Difficile quantificare adesso la cifra esatta.

Le risorse
Le risorse a gestione diretta sono state utilizzate proprio per la costruzione dell’ospedale, mentre quelle indirette (tra cui la donazione di Silvio Berlusconi e della famiglia Caprotti) vengono utilizzate per comprare attrezzature e respiratori.

I respiratori sono arrivati dalla Cina. Adesso ce ne sono circa 50, poi ne arriveranno ancora 140 e poi ancora 50, nel giro di un paio di settimane. Il Policlinico di Milano gestirà la struttura e il personale sanitario. Saranno oltre mille indicativamente gli operatori sanitari. Per ora Cracco sta offrendo la ristorazione per il lavoratori.

Un ospedale punto di riferimento per sei mesi
Questa struttura rimarrà in piedi per almeno sei mesi come sbocco per gli ospedali in difficoltà. Adesso sono quelli lombardi ad avere bisogno, ma potrà servire anche ad altre regioni. Per i vertici della Fondazione Fiera rimane in piedi l’idea di ospitare la Rai regionale, come nei progetti di qualche mese fa, ma adesso il cronoprogramma andrà aggiornato.

Anche ieri c’è stato intanto un aggiornamento del bilancio del contagio. Sono 4.401 i nuovi positivi, stabili rispetto ai 4.492 del giorno prima (il totale sale così a 66.41 4). I decessi sono stati 969. Secondo il commissario all’emergenza Domenico Arcuri non ci sarebbe più «un caso Italia», dato che tutti i paesi stanno adottando «le stesse nostre misure», e stiamo peraltro collaborando con Germania, Francia, Russia, Cina.

I numeri
Per quanto riguarda la Lombardia, ieri il governatore Attilio Fontana ha detto che «i contagi non stanno crescendo, per avere una visione realistica bisogna fare la media su almeno cinque giorni. Potrebbe essere iniziata la discesa». I nuovi contagiati sul territorio sono 2.409 (dai 2.543 del giorno prima), 37.298 totali. Calano anche i ricoveri, passati a 456 dai 655 del giorno prima.

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