visite e ricoveri

Ospedali e ambulatori, con la fase due Sanità a rischio overbooking per i cittadini

Già diverse Regioni hanno emanato alcune ordinanze per tornare alla normalità: in generale la linea guida è creare strutture e percorsi separati per pazienti Covid e per tutti gli altri

di Marzio Bartoloni

Ripresa visite e screening, nuova ondata negli ospedali

Già diverse Regioni hanno emanato alcune ordinanze per tornare alla normalità: in generale la linea guida è creare strutture e percorsi separati per pazienti Covid e per tutti gli altri


3' di lettura

Corsa a visite mediche, analisi, screening, ricoveri e operazioni. Con il ritorno a una quasi normalità ora la Sanità rischia l’overbooking dopo 3 mesi in cui ospedali e ambulatori hanno sospeso tutte le attività, ad eccezione delle cure urgenti e non procrastinabili. Già diverse Regioni hanno emanato alcune ordinanze per tornare alla normalità: in generale la linea guida è creare strutture e percorsi separati per pazienti Covid e per tutti gli altri

Rischio liste d’attesa più lunghe
Dopo il lungo periodo di lockdown che ha visto la sospensione delle attività ambulatoriali ed ospedaliere di ricovero non urgenti, riprendono gradualmente visite specialistiche e screening e gli ospedali sono a rischio di una nuova ondata di pazienti. Questa volta, non sono pazienti Covid, ma malati che necessitano di riprendere controlli e test. Asl e nosocomi riorganizzano dunque le riaperture, non senza difficoltà e con nuovi percorsi di sicurezza, mentre il rischio di un allungamento delle liste di attesa è concreto.

Tra i pazienti che maggiormente hanno bisogno di riprendere il percorso usuale di follow-up e controlli ci sono i malati oncologici. In questi 2 mesi di emergenza, spesso sono state interrotte chemioterapie e visite dirette. Ma un grande problema è anche quello degli screening preventivi: il centro di studi Nomisma ha calcolato che entro dicembre sono quasi 4 milioni gli screening oncologici che dovranno essere effettuati per mettersi “in pari” con gli anni precedenti, a causa del lockdown. E se è stata avviata la graduale riapertura della sanità ordinaria e la riprogrammazione, da parte delle aziende sanitarie, delle attività di erogazione delle prestazioni di ricovero e ambulatoriali non urgenti, «la ripresa delle attività troverà verosimilmente piena applicazione solo da settembre». La richiesta sarà però «straordinaria e il Ssn - avverte Nomisma - farà fatica a soddisfarla nel breve periodo».

La riorganizzazione dei reparti
Nelle prossime settimane, spiega ad esempio Alberto Lapini, presidente nazionale della Società Italiana di Uro-Oncologia (SIUrO), «ci aspettiamo un aumento del 25% di pazienti nei nostri reparti ed ambulatori. La Fase Due sarà caratterizzata da un incremento del carico di lavoro che dovremo gestire garantendo sempre la piena sicurezza a malati e operatori sanitari». Ma non sarà facile: «Sale d’attesa che accoglievano 50 persone ora con le nuove norme possono ospitarne al massimo 10 e il triage telefonico - rileva - va svolto ogni settimana per pianificare le prestazioni medico-sanitarie ed evitare eccessivi afflussi. Fondamentale è poi che gli uomini sottoposti a biopsia per carcinoma alla prostata facciano il tampone per Covid sia prima che dopo l’esame».

Inoltre, a causa di problemi strutturali degli edifici, non tutti gli ospedali sono riusciti ad organizzare zone isolate adibite solo ai pazienti Covid. Le operazioni quindi, avverte l’esperto, verranno scaglionate e i tempi d'attesa si prolungheranno. Da inizio marzo, per motivi di sicurezza, «nelle strutture sanitarie pubbliche sono state sospese visite, esami e interventi chirurgici non urgenti. La riapertura - sottolinea anche Roberto Cauda, ordinario di Malattie infettive alla Università Cattolica e direttore dell'Unità malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma - sarà fatta rispettando le procedure di distanziamento, mascherine e guanti». E proprio per assicurare una ripartenza in piena sicurezza, la Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu) ha messo a punto nuove linee guida per i Pronto soccorso. Il documento è stato inviato a governo e Regioni e prevede, tra l'altro, la divisione dei percorsi, il distanziamento sicuro e un algoritmo per la definizione dei flussi dei pazienti.

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