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Covid, ospedali sotto stress, Piemonte e Calabria verso l’arancione lunedì. In bilico la Sicilia

Campania e Umbria verso la zona gialla

di Andrea Gagliardi

Aggiornato il 12 gennaio 2022, ore 21:32

Hub vaccinali, a Roma in fila anche di domenica

3' di lettura

Saranno i dati sui ricoveri di giovedì 13 gennaio (quelli utilizzati nel monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità) a certificare il passaggio in arancione delle prime regioni italiane. Lo scenario è in ulteriore peggioramento. Con un aumento sostenuto dei ricoveri. Soprattutto nei reparti ordinari. Se il trend risulta confermato, potrebbero essere tre le regioni a passare in fascia arancione da lunedì 17 gennaio: Piemonte, Calabria e Sicilia. Le prime due hanno già superato le soglie (oltre 30% di pazienti Covid ricoverati nei reparti ordinari e oltre il 20% in terapia intensiva). La terza è in bilico.

Ma sono non lontane dalle soglie della zona arancione Lombardia, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Marche e Valle d’Aosta. Non solo. I numeri attuali spingono anche la Campania e l’Umbria in zona gialla. Soltanto Molise, Basilicata, Puglia e Sardegna resterebbero in fascia bianca. Con queste ultime due a rischio.

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Piemonte e Calabria verso l’arancione

Il Piemonte ha già numeri “conclamati” da zona arancione con i reparti ordinari al 33,2% e le terapie intensive al 23,4 per cento. E così la Calabria con il 38% in area non critica e il 22,5% in rianimazione. Da sottolineare che, in base ai dati di Lab24, entrambe le regioni sono sotto la media nazionale (81,2 per cento) dei vaccinati over 5 (rispettivamente 80,1% e 76,9%).

Liguria e Sicilia in bilico

In bilico la Sicilia, dove negli ultimi giorni sono stati aggiunti ulteriori 150 posti letto nei reparti ordinari: attualmente siamo al 33,1% in area non critica e al 19,6% in rianimazione

Lombardia a rischio

Ma rischia anche la Lombardia dove i pazienti Covid ricoverarti nei reparti ordinari sono saliti al 31,7% e al 16,5% quelli in rianimazione. Sotto osservazione resta la Liguria. La regione registra attualmente un tasso di ospedalizzazione nei reparti ordinari al 37,9%, con le terapie intensive però in calo al 17,7 per cento. Da monitorare il Friuli Venezia Giulia (27,5% in area non critica e 22,9 per cento in terapia intensiva) e le Marche (rispettivamente 26,5 e 27,5 per cento). Rischia anche la Valle d’Aosta (passata in zona gialla dal 10 gennaio insieme a Emilia-Romagna, Toscana e Abruzzo), che ha ricoveri nei reparti ordinari addirittura da zona rossa (53,5%) e terapie intensive al 15,1 per cento. Con due ricovero in più degli attuali sei scatterebbe l’arancione.

Cosa cambia in arancione

Va segnalato peraltro, che al di là della pressione ospedaliera maggiore (oltre il 30% di pazienti Covid ricoverati nei reparti ordinari e oltre il 20% nelle terapie intensive), nella zona arancione le misure restrittive sono diventate pressoché identiche a quelle della zona bianca e gialla (dove le norme sono attualmente identiche).In base all’ultimo decreto anti Covid di fine anno e alla tabella pubblicata da palazzo Chigi, l’obbligo di super green pass è stato infatti esteso in zona bianca e gialla a partire dal 10 gennaio praticamente a tutte le attività per le quali in precedenza era previsto solo in arancione.

La necessità del super green pass

Come è possibile verificare nella tabella aggiornata sul sito di palazzo Chigi, in zona arancione resta però una maggiore stretta, perché, il super green pass (oltre che per tutte le attività per le quali è previsto già in zona bianca e gialla) è obbligatorio solo in questa fascia cromatica anche per:

- accedere ai negozi dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi (eccetto alimentari, edicole, librerie, farmacie e tabacchi, dove l’accesso è libero);
- partecipare ai corsi di formazione in presenza e praticare sport di contatto all’aperto;
- effettuare spostamenti con auto propria verso altri comuni o fuori Regione, a meno che non si tratti di spostamenti per lavoro, necessità e salute (in questi casi basta l’autocertificazione).

Campania e Umbria verso la zona gialla

Ha ormai dati da zona gialla anche Campania (26,6% i ricoveri in area non critica e 10,6 per cento in terapia intensiva). E così anche l’Umbria con il 31,4% di ricoveri nei reparti ordinarie l’11 in rianimazione. Peggiora la situazione in Puglia (17,6% in area non critica e 9,7% in terapia intensiva), ormai a rischio giallo. Stabile quella in Sardegna (13,2% nei reparti ordinari e 13,2% in rianimazione). Le uniche due regioni che in questo momento non rischiano il giallo sono la Basilicata e il Molise.

Norme identiche in zona bianca e gialla

Va specificato che con l’obbligo di mascherina all’aperto anche in zona bianca (per ora fino al 31 gennaio) non c’è più di fatto alcuna distinzione tra le due zone a livello di misure anti-contagio. Ma in zona gialla i ricoveri ospedalieri sono maggiori (oltre il 10% di pazienti Covid in terapia intensiva e oltre il 15% nei reparti ordinari) e perciò la saturazione dei posti letto è un problema più grave che in zona bianca.

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