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Ostello con «esperienza»: a Firenze apre YellowSquare

Più di 250 posti letto e oltre 5mila metri quadrati su un’area acquisita all’asta sviluppata da InvestiRE Sgr (Gruppo Banca Finnat) per conto della Cassa di previdenza dei dottori commercialisti. Progetto dello studio fiorentino Pierattelli Architetture

di Silvia Pieraccini

Foto di Iuri Niccolai

2' di lettura

Cresce – con l’apertura di Firenze che segue quella di Milano - il business degli ostelli targati YellowSquare, modello di accoglienza informale abbinata alle “esperienze” inventato dai fratelli Fabio e Marco Coppola, che selezionano l’immobile adatto allo scopo, trovano un investitore o uno sviluppatore interessato ad acquistarlo e ristrutturarlo secondo i canoni concordati, e lo prendono in affitto per gestirlo. Nel caso di Firenze lo sviluppatore è stato InvestiRE Sgr, che ha operato attraverso il fondo immobiliare Secondo Re interamente sottoscritto dalla Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti.

L’edificio di sei piani – realizzato nel 1935 come dispensario per i malati di tubercolosi, poi sede dell’azienda sanitaria locale e finito all’asta nel 2005 – si estende su 5mila metri quadrati, è a dieci minuti dal centro storico (in viale Redi), vicino al polo universitario di Novoli, e per essere trasformato in ostello ha richiesto un investimento complessivo che si aggira sui 10 milioni di euro. La ristrutturazione è stata curata dallo studio fiorentino Pierattelli Architetture che ha mantenuto i principali elementi strutturali tipici dell'architettura razionalista. Il carattere quasi monolitico e il grande portale color avorio della facciata principale, cui si accede tramite una gradinata, donano essenzialità e eleganza alla struttura.

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Foto di Iuri  Niccolai

Il progetto

L’ostello ha 250 letti in dormitori da quattro a otto posti (dove si pernotta pagando al massimo 45 euro) e 12 camere private che funzionano come un albergo. A disposizione degli ospiti ci sono la piscina con vista sullo skyline di Firenze e l’area relax sul rooftop, giardino e cortile, spazio per coworking, area ristoro, cucina condivisa per le cooking class, spazio per la cultura underground, diversi bar. Sui muri spiccano le opere dell'artista argentina Valentina Chiappero. «YellowSquare ridefinisce il concetto stesso di ostello – afferma il management – non più un semplice posto dove dormire, ma un vero e proprio hub esperienziale in cui fare nuove conoscenze, cimentarsi in lezioni di cucina, fare yoga al tramonto e ascoltare musica dal vivo ogni sera. Uno spazio che si rivolge a un nuovo tipo di viaggiatore, un esploratore metropolitano che ha voglia di uscire dalla propria comfort zone, lontano dal concetto tradizionale di turista».

Foto di Iuri Niccolai

Gli obiettivi

Rispetto, inclusione e sostenibilità sono i pilastri di YellowSquare, che ha aperto a Milano nel settembre scorso (29 camere private e 19 dormitori per un totale di 130 posti letto), e esiste a Roma dal 1999. Presto aprirà a Pisa (l’edificio è già stato acquistato da un investitore privato), mentre i fratelli Coppola stanno trattando a Verona, Genova, Torino e Bologna. A Firenze, a regime, YellowSquare prevede un fatturato di 4,3 milioni di euro all’anno, stimati al quarto anno di vita, «anche se – spiega Fabio Coppola, uno dei co-founder – già dal secondo anno l’ostello dovrebbe chiudere in positivo».

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