dopo l'aggressione al reporter rai

Ostia, Spada è in carcere. Minniti: in Italia no zone franche

di Redazione online


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(ANSA)

5' di lettura

Roberto Spada ha lasciato la caserma dei carabinieri di Ostia, dove era stato portato dopo essere stato fermato, su disposizione della procura di Roma, per l’aggressione nei confronti della troupe Rai. Le accuse nei suoi confronti sono quelle di lesioni aggravate e violenza privata con l’aggravante di aver agito in un contesto mafioso. Scortato dai militari, Spada è stato poi portato nel carcere romano di Regina Coeli. Domani i pm Giovanni Musarò e Ilaria Calò, titolari degli accertamenti chiederanno la convalida del fermo al gip. L’interrogatorio di garanzia potrebbe tenersi a partire da sabato. Si cerca un complice di Spada, una sorta di guardaspalle che ora gli inquirenti dovranno identificare e rintracciare. Intanto, il movimento di estrema destra CasaPound ha negato legami con gli Spada e per il ballottaggio a Ostia non ha fornito indicazioni di voto, invitando i propri elettori ad andare al mare.

Minniti: il fermo di Spada dimostra che in Italia non ci sono zone franche
«Il fermo di Spada è la dimostrazione che in Italia non esistono zone franche» ha detto il ministro dell’Interno Marco Minniti, che ha ringraziato la Procura della Repubblica di Roma e l’Arma dei Carabinieri.

Da Spada azione plateale per farsi vedere
Tra le ipotesi su cui stanno indagando gli inquirenti, quella secondo la quale Spada avrebbe messo in atto un’azione plateale per farsi vedere. Il tutto per riaffermare, davanti a numerosi testimoni, la sua importanza tra la comunità del posto. Secondo quanto ricostruito, in un primo momento Spada ha fatto entrare nella palestra il giornalista con cui ha scambiato alcune parole. Poi la decisione di spostarsi verso l’ingresso e dopo pochi minuti la violenta testata sferrata davanti ad altre persone. Nell’allontanarsi dal luogo dell’aggressione, il giornalista non ha ricevuto alcun tipo di aiuto da parte dei testimoni che anzi hanno inveito verso di lui. Spada ha colpito, inoltre, l’operatore che era con Piervicenzi, Edoardo Anselmi, che è rimasto lievemente ferito subendo la rottura degli occhiali.

Il reporter aggredito: «Non è un naso rotto che ci può fermare»
Piervincenzi ha chiarito: «Non è un naso rotto che ci può fermare». I carabinieri hanno raccolto ieri sera la denuncia del giornalista. Il capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha parlato di «fatto di gravità eccezionale, che dimostra come quel territorio ha bisogno ancora di misure significative».

Raggi: sabato manifestazione contro la criminalità
Ieri a Ostia si è svolta una fiaccolata di solidarietà per il giornalista aggredito, e oggi la sindaca di Roma Virginia Raggi ha lanciato la proposta di una manifestazione contro la criminalità sabato prossimo a Ostia, aperta a tutti, indipendentemente dalla posizione politica di riferimento. «Non saremo presenti come Pd», ha replicato il segretario romano dei Dem Andrea Casu. «Sono tre anni che combattiamo senza una sponda da parte del M5s, e siamo contenti che anche la Raggi abbia cominciato ad accorgersi della presenza della mafia». Appuntamento invece per giovedì 16 novembre, sempre a Ostia, per la manifestazione indetta da Fnsi e Libera, alla quale ha aderito anche il Pd romano.

Il reporter: continueremo nostro lavoro
Piervincenzi è andato a viale Mazzini per incontrare il dg Mario Orfeo che voleva sincerarsi delle sue condizioni di salute. «Certo siamo scossi, sia io che Edoardo Anselmi - ha aggiunto -. Lui ha coraggiosamente difeso il girato della telecamera durante l’aggressione, gliene sono grato. Entrambi continueremo a fare il nostro lavoro con la stessa dedizione di prima», ha concluso entrando nella sede Rai.
I carabinieri di Ostia hanno raccolto ieri sera la denuncia di Piervincenzi. Secondo quanto si è appreso da fonti sanitarie, il giornalista il pomeriggio prima è arrivato al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Eugenio assieme al videomaker Anselmi, rimasto lievemente ferito, ma avrebbe rifiutato il ricovero. Al pronto soccorso avrebbe avuto una prima prognosi di 30 giorni.

Il giornalista Rai Daniele Piervincenzi al termine dell'incontro con il direttore generale della Rai Mario Orfeo (Ansa)

Il capo della Polizia Gabrielli: servono ancora misure significative
Parlando a margine di un evento a Milano, Gabrielli ha detto che Ostia «ha bisogno ancora di essere oggetto di attenzioni, di misure significative che abbiamo preso e continueremo a prendere con particolare incisività».

Raggi: corteo contro i clan, la destra esca dall’ambiguità
La sindaca Raggi ha proposto «una grande manifestazione, senza alcuna bandiera politica, grazie alla quale le Istituzioni e i cittadini diranno con forza il proprio no alla criminalità». «L'appuntamento è per sabato alle 15:30 in Piazzale della stazione del Lido a Ostia», ha aggiunto. «Giorgia Meloni ritiri quanto ha detto: ma come fa ad accettare i voti di CasaPound? L'ha detto Roberto Spada: uno di quei voti a CasaPound è il suo. La destra esca dall'ambiguità».

Meloni: denuncerò Di Pillo per diffamazione, noi nulla a che fare con certi personaggi
La reazione della leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, non si è fatta attendere. «Denuncerò per diffamazione la signora Giuliana Di Pillo, che è arrivata ad insinuare che io sia tra i "mandanti morali" dell’aggressione ai danni di una troupe Rai», ha scritto Meloni su Facebook, spiegando che «Fratelli d’Italia non ha nulla a che fare con alcuni personaggi che, invece, in passato hanno chiaramente espresso una simpatia nei confronti del Movimento 5 Stelle, come documentato da interviste e articoli di stampa facilmente reperibili sul web».

Renzi: superato ogni limite, fermare violenza
«Sono appena arrivato in albergo a Treviso dopo una giornata molto intensa sul #trenoPd», ha scritto Renzi su Facebook, «eppure non riesco a non pensare alle immagini di Ostia, dove un giornalista della Rai è stato picchiato a sangue da un uomo del clan Spada. La sua colpa? Aver fatto delle domande, tutto qui». Per il segretario Pd «c’è un livello di violenza, non più solo verbale, che va fermato».

Casapound: magistratura indaghi su di noi
«Chiediamo alla magistratura che apra un fascicolo su CasaPound per appurare se esistono rapporti criminosi tra noi e gli Spada; chiediamo anche un’inchiesta parlamentare per tirare fuori la verità su questa vicenda. Chiediamo inchieste rapide e pubbliche e che i risultati siano diffusi all’opinione pubblica». Lo ha detto in una conferenza stampa a Roma il vicepresidente di CasaPound, Simone Di Stefano, negando qualsiasi legame con il clan di Ostia.

Procura Federboxe apre un’inchiesta
Sull’aggressione avvenuta a Ostia indaga anche la Procura della Federboxe. Il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha chiesto alla Federazione pugilistica italiana un’immediata relazione «per quanto attiene alla posizione di tesserati alla Fpi». Il presidente della federazione, Vittorio Lai, ha informato il Coni che oggi è stato già aperto un procedimento da parte della Procura Federale che «ha prontamente avviato un'inchiesta al cui esito saranno presi i provvedimenti che si renderanno necessari».

(Al. Tr.)

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