Trasporti e Logistica

Oti chiede un nuovo piano per 11 infrastrutture in Piemonte

di Filomena Greco

Traforo del Tenda. Il traforo è stato gravemente danneggiato dall’alluvione dell’ottobre scorso

2' di lettura

Sono undici le infrastrutture del Piemonte la cui realizzazione potrebbe accelerare grazie ad un piano B. Questa la proposta dell’Osservatorio Oti Piemonte, in capo a Confindustria, che ha individuato opere e infrastrutture che, per le loro caratteristiche – termine lavori entro il 2026 e avvio dei cantieri entro il 2022, solo parzialmente finanziate – potrebbero ottenere risorse dal Pnrr o dalla programmazione europea. E uscire così dall’angolo.

La Regione Piemonte in realtà ha già inserito nella sua proposta al Governo una serie di interventi candidati a ottenere copertura dal Recovery Plan. Il passo in avanti da fare, suggerisce Paolo Balistreri, direttore di Confindustria Piemonte, è quello di allargare il campo ad altre undici opere che non hanno al momento una completa copertura finanziaria.

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L’elenco delle infrastrutture
Si tratta, tra gli altri, del completamento dei lavori per il passante ferroviario di Torino, con le stazioni Dora e Zappata, dell’ammodernamento della tangenziale di Torino e dei lavori per il Traforo del Tenda, gravemente danneggiato dall’alluvione di ottobre scorso. A maggio la Conferenza Intergovernativa Italia-Francia ha scelto il nuovo progetto di ricostruzione che prevede l’arretramento dell’uscita del vecchio tunnel, in modo da far confluire le due strade in un viadotto sopra il Rio della Cà, con una spesa aggiuntiva pari a 70 milioni rispetto al progetto originario. L’obiettivo è il completamento del nuovo tunnel e la riapertura al traffico a fine 2023.

Tra le opere stradali c’è la messa in sicurezza dell’area soggetta a frane della A5 Torino-Aosta, in località Quincinetto, e la superstrada 33 del Sempione, tra gli interventi ferroviari invece ci sono il raddoppio della Fossano-Cuneo e della Torino-Pinerolo. Nel “piano B” di Oti c’è spazio anche per la logistica, con la proposta di sostenere finanziariamente il potenziamento dell’interporto di Novara, gli adeguamenti per la logistica lungo la ferrovia Torino-Fossano-Mondovì e l’adeguamento della stazione ferroviaria di Rivalta Scrivia, anche in questo caso per favorire lo sviluppo di attività nella logistica.

È da tenere, scrivono gli osservatori di Oti, «che per il territorio piemontese il PNRR riserva poco: individua come prioritari i collegamenti ferroviari merci e passeggeri lungo gli assi Genova- Torino e Genova- Milano, l’adeguamento della Canavesana (tratta Rivarolo – Chieri) e della linea Torino- Ceres e come obiettivo trasversale la rapida diffusione della Banda Ultralarga». Altre 13 opere sono state candidate dalla Regione Piemonte alle risorse del Recovery con il dossier di Next Generation Piemonte. Il resto ha bisogno, appunto di un Piano B.

Le opere di contorno
Il punto, dunque, resta quello già sottolineato dal presidente dell’Unione industriale di Torino, Giorgio Marsiaj, in occasione della presentazione del rapporto Oti NordOvest: «Benché stiano andando avanti importanti opere come il Terzo Valico ferroviario, il tunnel della Torino-Lione, il tunnel del Brennero, e benché la Svizzera abbia investito enormi risorse su nuovo Lötschberg e nuovo Gottardo, i benefici di queste opere rischiano di rimanere potenziali se il resto della adduzione ai valichi e di connessione con porti, aeroporti e centri intermodali resta obsoleta».

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