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Otis-Schindler, spunta il piano per il colosso degli ascensori

Sale l'interesse del mercato sul gruppo elvetico: big Usa al lavoro su un'offerta. La possibilità di creare un polo da oltre 20 miliardi di fatturato globale

di Carlo Festa


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La sede Schindler a Ebikon in Svizzera (Reuters)

2' di lettura

Il gruppo svizzero Schindler, uno dei maggiori produttori di scale mobili e di ascensori a livello mondiale, entra nel radar di potenziali compratori. Secondo indiscrezioni, sul tavolo degli azionisti di Schindler Group sarebbero arrivate delle manifestazioni d’interesse: attualmente il gruppo Schindler fa capo principalmente a privati, cioè alle famiglie Schindler e Bonnard e ad altre parti correlate alle due dinastie imprenditoriali familiari che, tramite un patto, possiedono il 71,1% dei diritti di voto del gruppo elvetico. A influire sulle scelte del gruppo svizzero sono il presidente onorario Alfred Schindler, bisnipote del fondatore dell’azienda Robert Schindler, e Luc Bonnard, anche membri del board.

Sul tavolo ci sarebbe, in particolare, la proposta di Otis Elevator Company, controllata del colosso statunitense United Technologies. Ma, secondo le indiscrezioni, anche altri potenziali acquirenti sarebbero in azione. Contattate dal Sole 24 Ore, sia il gruppo Schindler, sia Otis sia United Technologies non hanno commentato le indiscrezioni.

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Amministratore delegato di Schindler è lo svizzero Thomas Oetterli, mentre presidente del consiglio di amministrazione è l’italiano Silvio Napoli. L’azienda è stata fondata in Svizzera nel 1874 da Robert Schindler ed Eduard Villiger. Nel 1906 fu creata a Berlino la prima sede all'estero e nel 1937 in Brasile seguì la prima fabbrica oltreoceano.

D’altro canto, la Otis Elevator Company è uno dei maggiori produttori di sistemi di trasporto verticale al mondo, principalmente di ascensori. Otis ha installato ascensori in tutto il mondo: nel passato la sua tecnologia è stata utilizzata per la Torre Eiffel e l’Empire State Building, sui grattacieli del World Trade Center (colpiti dall’attacco dell’11 settembre), fino alle Petronas Twin Towers e più recentemente nella torre Isozaki a Milano. Fa capo alla United Technologies, colosso quotato sul Nyse con un fatturato di circa 60 miliardi di dollari e una capitalizzazione di 113 miliardi.

Se si guardano i numeri, Schindler ha un fatturato di oltre 10 miliardi di franchi svizzeri, mentre Otis Elevator Company di circa 12,3 miliardi di dollari. Nascerebbe quindi un gruppo con un giro d’affari aggregato da oltre 20 miliardi di dollari.

Restano da capire le tematiche antitrust di un eventuale consolidamento a livello mondiale nel settore. Il mercato è infatti oggi dominato da una serie di grandi gruppi. Oltre a Schindler ed Otis, che sono tra i leader, ci sono infatti la finlandese Kone, conglomerate come Mitsubishi Elevator e ThyssenKrupp, oltre ad altre aziende come Hyundai Elevator. Il settore è in una fase di grande crescita, vista la necessità (in questo momento sentita soprattutto nelle grandi metropoli asiatiche) di progettare e costruire grattacieli e architetture verticali.

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