Italia

Ottenere Spid e usarlo per il reddito di cittadinanza: la guida

di Alessandro Longo


4' di lettura


Richiedere il reddito di cittadinanza con l'accesso via Spid è molto facile ed è probabilmente la modalità più veloce e comoda, come abbiamo visto con una piccola prova sul sito ufficiale Redditodicittadinanza.gov.it.
Prima però bisogna avere questo Spid ed è probabile che la stragrande maggioranza dei richiedenti non l'abbia ancora attivato. Un po' perché risultano ancora solo 3,6 milioni di identità digitali attive – ma con un salto rispetto ai 3,4 milioni di un mese fa, complice probabilmente lo stesso reddito di cittadinanza; un po' perché il profilo socio demografico degli aventi diritto al reddito non coincide propriamente con la popolazione più digitalmente istruita (quella che si è affrettata a dotarsi di Spid).
Cos'è Spid e a che serve in breve
La prima cosa da sapere è quindi che Spid (Sistema pubblico di identità digitale) è un sistema di credenziali “universali”, ossia nome utente, password e (necessaria per l'utilizzo di alcuni servizi, come appunto l'accesso al sito del reddito) una password temporanea che l'utente deve creare di volta in volta (via app o gli arriva via sms). È universale perché consente di accedere a diversi servizi online della pubblica amministrazione (spiccano quelli di Inps, Inail, Agenzia delle Entrate e vari Comuni). A tendere saranno accessibili così tutti i servizi della PA e forse anche alcuni di aziende private come banche (ebanking), ferrovie, aerei (da anni si aspetta l'arrivo anche di questi soggetti).
L'altra cosa base da sapere è che Spid per ora è gratuito, voluto dallo Stato da gestito e offerto da aziende private. Bisogna avere un indirizzo mail, un numero di cellulare, un documento d'identità valido, la tessera sanitaria con codice fiscale.
Come avere Spid e quale metodo scegliere
Il consiglio è andare sul sito istituzionale www.spid.gov.it/richiedi-spid e da qui capire quale sia la modalità di ottenimento più comoda per noi (di persona, via webcam, a domicilio…) e il relativo fornitore che la offre (Aruba, Infocert, IntesaId, Lepida, Namirial, Tim, Poste, Sielte, SpidItalia).
Non tutti i fornitori offrono tutte le modalità. Alcune prevedono (solo) un costo iniziale di 15 euro circa: si tratta di quella via webcam (in collegamento con l'addetto che ci deve riconoscere per poi darci lo Spid) e di quella a domicilio (offerta solo da Poste). La prima ora è gratuita con Tim sino a fine mese. Un'altra via praticabile è andare di persona presso uno delle sedi del fornitore di Spid: di gran lunga è più comodo farlo con Poste, perché tutti gli uffici postali sono abilitati al servizio.
Si può avere Spid anche via internet gratis con riconoscimento via Cns/nuova Cie o firma digitale, ma gli esperti lo sconsigliano: è un metodo laborioso e spesso fallace, per problemi di compatibilità software tra gli strumenti.
L'utente sceglierà poi nome utente e password (di adeguata complessità, il sistema guida nella creazione). Con alcuni fornitori dovrà installare anche un'app che genererà la one time password (quella temporanea) ogni volta che accede a un servizio.
Come usare Spid
Noi abbiamo usato Spid per “loggarci” al sito del reddito di cittadinanza. Molto semplice (salvo un primo tentativo che ha prodotto un errore, alle 15 del 6 aprile, dopo che sono stati comunicati “risolti” i problemi di accesso via Spid al sito).
Clic su Richiedi o Accedi in alto a destra, poi Entra con Spid, selezioniamo il nostro fornitore (Infocert), poi mettiamo nome utente e password (il nostro browser li ha già memorizzati). Infine ci chiede di mettere la password temporanea: apriamo l'app Infocert su cellulare, inseriamo un pin di sblocco e abbiamo subito la password numerica, che dobbiamo ricopiare sul sito.
A questo punto lo scrigno si apre. Una bella sorpresa: vediamo con grafica molto curata e semplice (degna di un sito di una multinazionale, altro che vecchi siti della PA) dei grandi riquadri per chiedere il reddito o controllare lo stato della pratica.
Si vede tutto il frutto del lavoro del Team Digitale e di Agid (preposti all'Agenda digitale presso la presidenza del Consiglio) e delle loro linee guida per siti PA che siano finalmente usabili, a misura del cittadino (invece che del burocrate, più portato a nascondere le informazioni utili che a renderle fruibili).
Procediamo con la richiesta (bloccandoci prima di finirla, ovviamente, perché altrimenti compieremmo un reato).
Il sito ci avvisa dicendoci queste informazioni, sempre con grafica chiara e curata: “Assicurati di avere i requisiti necessari per ottenere il reddito di cittadinanza e di aver richiesto l'ISEE”; «Stai pagando un mutuo per l'acquisto o la ristrutturazione della tua casa di abitazione? Dovrai specificare la rata mensile media del mutuo e il numero di rate mensili residue”. “Uno o più componenti del tuo nucleo familire (sic) hanno lavorato prima della presentazione di questa domanda? In questo caso, per ogni componente che avrà svolto attività lavorativa, e per ciascun lavoro svolto, dovranno essere specificati tipologia di contratto, periodo, reddito, sede e datore di lavoro”. “Se non hai subito queste informazioni, non preoccuparti. Puoi comunque iniziare la compilazione e riprenderla in un secondo momento: i dati inseriti saranno salvati ogni volta che cliccherai sul tasto “Procedi”. Ti basterà poi accedere nuovamente per accedere alla tua pratica e proseguire la compilazione con i dati che nel frattempo avrai recuperato».
Da notare il linguaggio normale, invece che burocratico: anche questo un grande passo avanti.
Proseguendo, troveremo la nostra anagrafica già compilata e i dati del nostro documento di identità (un vantaggio della registrazione via Spid, che già ha queste informazioni). Stranamente però sono da indicare altre informazioni (la mia cittadinanza, per esempio) che pure dovrebbero essere note al sistema: forse un difetto di interoperabilità tra sito e dati associati al nostro Spid.
E poi via le altre informazioni richieste, come da requisiti. Richiedere il reddito via spid e sito è facile, per tutti gli utenti con una minima dimestichezza col computer e uno smartphone.

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