Christie’s Londra

Ottimo avvio per il mercato dell’arte con la collezione Lancaster

La pittura inglese ed internazionale del secondo dopoguerra supera le stime, nonostante le incertezze della Brexit: sugli scudi Guston, Riley, Hodgkin e Stezaker

di Giovanni Gasparini

3' di lettura

La prima delle cinque aste serali proposte durante la settimana dedicata all'arte a Londra, in concomitanza con le fiere Frieze , ha rassicurato il mercato nonostante le minacciose nuvole nere sui mercati internazionali e la fluttuazione della sterlina dovuta all'incertezza della incombente Brexit. A fare gli onori da Christie's era una collezione d'impronta tipicamente inglese del dopoguerra, frutto di decenni di acquisti da parte di Sir Jeremy Lancaster, industriale col pallino per la pittura.
Ben 48 dei 53 lotti proposti hanno trovato compratori internazionali, per un ricavo totale di 23 milioni di sterline dopo l'aggiunta delle commissioni, oltre la stima alta pre-asta di 13,7-19,5 milioni (commissioni escluse), con percentuali di venduto ottime pari al 91% per numero e 95% per valore, ottenute senza dover ricorrere a garanzie di alcun tipo, un'eccezione nel panorama attuale del mercato.
La collezione presentava due nuclei, quello più ampio per numero di lavori legato agli artisti inglesi del secondo dopoguerra, e uno di pittura internazionale, soprattutto americana, dello stesso periodo (solo due i lotti di scultura offerti).

Ottimi risultati per gli artisti inglesi. I 35 lavori inglesi in catalogo erano guidati da due composizioni astratte di Bridget Riley e due dipinti dal caratteristico impasto materico di Frank Auerbach, nonché da ben sette lavori del meno noto Howard Hodgkin, rappresentativi di ben 70 anni di attività, e tre opere di Patrick Caulfield, uno dei principali esponenti del Pop britannico. Una caratteristica composizione a linee geometriche ondulate di Bridget Riley «Orphean Elegy 7» è stata contesa fino a superare la stima alta di due milioni, fino a 2,8 milioni con le commissioni, uno dei prezzi più elevati per un lavoro degli anni ‘70. Un secondo lavoro su carta più piccolo ha aperto l'asta duplicando la stima alta a 310mila £.
Un raro ritratto dai toni cupi di Auerbach del 1955 è finito nelle mani di Simon Stock della galleria Gagosian per 1,2 milioni, pari alla stima alta una volta aggiunte le commissioni, mentre un secondo ritratto ha confermato la stima bassa di 300mila £ dopo un solo rilancio contro la riserva. Solo una delle coloratissime composizioni di Hodgkin ha ottenuto risultati fra i primi dieci realizzi, con ‘Bombay sunset' degli anni ‘70.
Ottimo risultato anche per la scultura razionalista in plastica «Linear Construction in Space No. 2» di Naum Gabo, grande innovatore della tradizione scultorea, con un lavoro unico del 1957 che ha battuto ampiamente la stima di 150-200mila £ superando il mezzo milione di sterline.

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Collezione Lancaster: le opere più richieste

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La pittura internazionale. Nonostante la presenza più ridotta, ben sette dei 10 risultati più elevati sono dovuti ad artisti internazionali, acquistati dal collezionista nella seconda fase a partire dagli anni ‘90. A guidare i risultati due opere di Philip Guston: il pannello ‘Language I' del 1973 è stato lungamente conteso al telefono e in sala fino a 3,8 milioni di £, ben oltre la stima di 1,5-2 milioni, mentre un più piccolo lavoro del 1969 con due figure incappucciate a metà strada fra i fantasmi e il KKK ha raddoppiato la stima fermandosi a 1,1 milioni.
Ottimi risultati per i due lavori di Josef Albers in catalogo, a partire da un classico studio per omaggio al quadrato del 1962 che, grazie al colore rosso acceso molto attraente e all'ottima provenienza è stato conteso fino al doppio della stima alta a 1,6 milioni di £.
C'è stato spazio anche per un grande pittore italiano, Morandi, con una «Natura Morta» del 1946 cheè finito alla Galleria Tega per 730mila £, oltre la stima di 400-600mila £.
Forte la presenza in sala delle gallerie, soprattutto inglesi, che spesso però hanno dovuto lasciare il passo ad agguerriti compratori al telefono, fra cui circa un terzo di offerenti provenienti dall'Asia secondo le statistiche della casa d'aste. Ha confermato le stime un'altra «Natura Morta», una composizione stilizzata su fondo giallo acceso di Nicolas de Stael del 1952 che ha sfiorato 1,1 milioni con le commissioni. Christie's propone il 17 ottobre a Parigi una enorme tela del maestro francese stimata 18-25 milioni di euro.
In catalogo vi erano anche due Picasso, una piccola tela «L'Atelier» del 1958 rimasta invenduta da una stima di 400-600mila £, e una scultura in bronzo (edizione di due del 1966) che ha ripreso un lavoro unico in legno e chiodi, una figurina maschile stilizzata alta 80cm e gioiosamente impudica che è passata di mano alla stima bassa di 900mila £ grazie alle aggiunta delle commissioni. Il calendario delle aste londinesi prosegue ora con i cataloghi regolari di arte del dopoguerra e Contemporanea da Phillips , Sotheby's e Christie's, per terminare poi venerdì sera con l'asta d'arte italiana sempre da Christie's.

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