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Outlet e centri commerciali proseguono la corsa

Secondo i dati di Neinver le vendite sono in crescita del 15% su base annua. Scenari Immobiliari evidenzia 40 miliardi di investimenti, in aumento del 20 per cento

di Evelina Marchesini

Vicolungo Outlet

4' di lettura

Gli ultimi dati sull’andamento dei centri outlet smentiscono le cassandre che prevedevano tempi ancora bui per questa categoria di investimento. A diffonderli Neinver, con riferimento al proprio portafoglio. La crescita delle vendite è a due cifre nel primo semestre dell'anno : le vendite hanno raggiunto i 690 milioni di euro, in aumento del 15% rispetto allo stesso periodo nel 2022, dicono dalla società. Anche il numero di visitatori è in rialzo, raggiungendo quasi i 33 milioni (+12%) nella sola prima metà dell’anno.

Neinver, gestore di outlet leader in Spagna e Polonia e secondo più grande in Europa, presente in Italia con Castel Guelfo e Vicolungo The Style Outlets, ha registrato dunque una crescita a due cifre nei centri in portafoglio nel primo semestre dell'anno. E i numeri sono positivi anche per l’Italia.

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I risultati di Neinver

Considerando solo i risultati dei centri outlet, le vendite dei brand presenti nei centri sono aumentate del 17% rispetto al 2022, registrando andamenti mensili record e superando i livelli dello scorso anno in tutti i Paesi. Paesi Bassi e Germania (+26%), dove le restrizioni sanitarie erano ancora in vigore nel primo trimestre del 2022, sono in testa alla classifica, seguiti da Polonia (+19%) e Spagna (+17%). Bene anche Francia (+13%) e Italia (+13%), dove i due centri italiani hanno totalizzato anche una crescita media delle visite pari all’11 per cento.

Amsterdam The Style Outlets e Viladecans The Style Outlets, invece, si distinguono come i centri in più rapida crescita, con vendite in aumento rispettivamente di oltre il 30% e del 20 per cento.

La tendenza al rialzo registrata fino ad oggi conferma che la crescita record che ha caratterizzato lo scorso anno continua a ritmo sostenuto, con uno slancio positivo che si prevede proseguirà per tutta la seconda metà dell’anno. Gli ottimi risultati sono guidati dalla crescente domanda da parte dei consumatori per l’offerta degli outlet – che unisce top brand, prezzi contenuti e un’esperienza coinvolgente – e riflettono anche il successo del modello di business dell’azienda. «Un modello che si basa sui principi di flessibilità, brand-alignment, oltre che su una gestione proattiva e strutturata per massimizzare le performance dei retailer e offrire ottime opportunità di crescita», dicono dalla società.

L’arrivo di nuovi marchi

Durante la prima metà del 2023, Neinver ha continuato a registrare un'intensa attività di locazione nei suoi centri, attirando nuovi marchi e creando spazi per la crescita dei brand già presenti. Tra newcorners e ampliamenti, figurano brand come Levi’s, Under Armour, Hugo Boss, Munich, Camp David, Only, Etam, Benetton e negozi beauty come Druni.In Italia, in particolare, si segnalano le nuove aperture di Dockers, L’Oreal, Pinalli, Medi – Market, Paul Taylor, Nara Milano, Tommy Hilfiger, Refrigue e Botega Caffe Cacao che, già presente nell'’outlet di Vicolungo, ha inaugurato un nuovo punto ristoro anche nel centro di Castel Guelfo.
Neinver è una multinazionale di origine spagnola specializzata nella gestione, sviluppo e investimento di asset immobiliari. Leader nella gestione di outlet in Spagna e Polonia, ha due brand proprietari: The Style Outlets e Factory. Fondata nel 1969, gestisce 17 centri outlet, 4 retail park e più di 800 marchi in sei Paesi europei: Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Paesi Bassi.

Il mercato in Europa

Più in generale, a livello di settore della distribuzione commerciale, i numeri confermano il trend di crescita. Secondo il Rapporto 2023 sul mercato immobiliare commerciale di Scenari Immobiliari gli immobili commerciali non sono affatto in crisi, anzi in Europa restano una classe di investimenti molto interessante per gli investitori.

Il mercato immobiliare commerciale torna infatti a crescere: 40 miliardi di euro di investimenti europei nel 2022, di cui quasi un miliardo in Italia. Nel corso della prima metà del 2022 gli investimenti immobiliari sono aumentati rispetto allo stesso periodo del 2021 (circa 20 miliardi di euro e un incremento del 70% circa), per poi subire un rallentamento a causa degli elevati livelli di inflazione, dell’incremento dei tassi di finanziamento e dell’aumento dei livelli di incertezza economica, dell'incremento dei costi dell’energia e del perdurare del conflitto russo-ucraino, compensato, però, da importanti transazioni concluse a fine anno che hanno portato i volumi totali a superare i livelli del 2021: 40 miliardi di euro di investimenti complessivi, per un incremento di circa il 20 per cento.

I valori

Quanto ai prezzi, sempre secondo il Rapporto, le quotazioni, nel corso del 2022, sembrano avere finalmente invertito l’andamento negativo fatto registrare nel corso del biennio 2020-2021. I valori di vendita e i canoni di locazione hanno mostrato, nei principali Paesi dell'Unione, un incremento medio prossimo all’1% che, si prevede, possa essere seguito da un ulteriore rialzo, superiore al 4%, durante l’anno in corso. Tale crescita è riconducibile, in prevalenza, al recupero dei livelli pre-pandemici da parte dei passaggi all’interno degli shopping center, del rapido riavvicinamento, nonché in alcuni casi del superamento, del numero di arrivi turistici registrati nel corso del 2019 nelle principali città del continente, nonché del processo di riequilibrio tra acquisti online e acquisti presso i punti vendita fisici.

L’andamento in Italia

L’andamento degli investimenti registrato nella prima metà dell'anno nella Penisola, superiore ai 550 milioni di euro, ha sostenuto la crescita del settore compensando il successivo calo registrato nel corso dei due trimestri conclusivi che ha portato gli investimenti a superare, seppur di poco i 400 milioni. Il volume totale degli investimenti retail fatto registrare nel corso del 2022, pari a poco meno di 1 miliardo di euro (980 milioni), risulta inferiore di quasi il 26% rispetto a quanto fatto registrare nel corso del 2021 e di quasi il 50% rispetto al 2019.

La Lombardia concentra più del 25% del totale degli investimenti a livello nazionale, circa 270 milioni di euro, seguita da Veneto ed Emilia Romagna, rispettivamente con quasi il 15% (134 milioni) e il 10% (84 milioni).Nel corso del 2022 il mercato italiano degli immobili a uso commerciale ha fatto registrare un fatturato complessivo di quasi 6,5 miliardi di euro, derivante da attività di vendita e di locazione di spazi per il retail, in calo di 3,7 punti percentuali rispetto alla quota raggiunta nel 2021.

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