Sostenibilità

Ovs balza al primo posto del Fashion Transparency Index

L’indice analizza le performance di 250 tra i principali marchi e retailer di moda del mondo in termini di trasparenza sul rispetto dei diritti umani e delle politiche ambientali

di Giulia Crivelli

Beachwear Ovs

2' di lettura

«L'impatto zero per l'industria globale della moda a oggi non esiste. Si può, e secondo noi si deve, lavorare per ridurre gli effetti negativi di ogni processo aziendale, negozi compresi. Ma non è possibile parlare di sostenibilità ambientale o sociale senza trasparenza e misurabilità». Stefano Beraldo, ceo di Ovs, ha spiegato in più occasioni di essere contrario a generici proclami, perché cambiare modello di business e cultura aziendale richiede sforzi (e investimenti) enormi. Ora arriva la conferma dell'impegno di Ovs, salita fino a raggiungere la prima posizione del nuovo Fashion Transparency Index di Fashion Revolution, movimento globale che incoraggia l'industria della moda al rispetto dei diritti umani e dell'ambiente in tutte le fasi del ciclo produttivo.

«Quest'anno abbiamo ottenuto il punteggio più alto, con il 78% degli obiettivi raggiunti e un significativo balzo in avanti rispetto all'edizione 2020», sottolinea Beraldo. L'indice analizza e classifica 250 tra i principali marchi e retailer di moda del mondo (individuati sulla base del fatturato e sulla notorietà dei brand), valutando il loro grado di trasparenza nella divulgazione delle azioni intraprese per il rispetto dei diritti umani e delle politiche ambientali.

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Il Fashion Transparency Index nasce con l'intento di rendere maggiormente informati i consumatori rispetto a tematiche cruciali per lo sviluppo sostenibile. Secondo Fashion Revolution la trasparenza è il primo e fondamentale passo che i marchi devono compiere verso la consapevolezza ambientale, interna ed esterna. «Abbiamo raggiunto questo traguardo grazie al lavoro iniziato diversi anni fa – commenta Simone Colombo, head of corporate sustainability di Ovs. – L'ampiezza dell'assortimento nei nostri negozi e la pluralità dei fornitori ha richiesto una costante attività di mappatura degli attori coinvolti nella catena e della conseguente valutazione delle loro performance che, spesso, ha dovuto accompagnarsi a un'azione di sensibilizzazione nei confronti di alcuni tra essi. Siamo sempre più convinti che il fattore chiave che abilita il cambiamento verso un profilo di maggiore sostenibilità sia proprio la trasparenza». In altre parole: una vera alleanza tra marchi e consumatori.

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