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Ovs corre in Borsa, le vendite scendono ma meno del mercato

di Chiara Di Cristofaro

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2' di lettura

Un primo trimestre in linea con le attese, con vendite in calo ma meno del mercato. Ovs festeggia in Borsa i numeri dei primi tre mesi dell'anno diffusi ieri a mercati chiusi e il titolo sale di oltre otto punti superando 1,5 euro dopo aver toccato ieri un minimo dal febbraio scorso. Le azioni della società erano scese sui minimi storici a 0,75 euro nel dicembre 2018 dopo i deludenti dati dei 9 mesi. Le azioni poi hanno ripreso vigore dopo l'ingresso di Tamburi Investment Partners Partners, la merchant bank indipendente fondata da Gianni Tamburi, nel capitale rilevando la quota del fondo inglese Bc partners (17,8% che è andata a unirsi al 4,9% già posseduto).

Il primo trimestre si è chiuso con ricavi di 317,5 milioni di euro, in linea con le attese e in calo dello 0,9%. Le vendite, rimaste sostanzialmente vicine al livello del primo trimestre 2018, registrano un -2,1% per il brand Ovs e un +5% per Upim (incluse le nuove aperture), «dato interessante se confrontato con il mercato di riferimento che ha segnato un -4,3% nel periodo febbraio/aprile e un -9,4% nel solo mese di aprile», commentano gli analisti di Equita, che hanno un giudizio hold sul titolo con target a 1,6 euro. L'ebitda è risultato in calo del 16,5% a 25 milioni di euro, contro attese per 22 milioni mentre la posizione finanziaria netta è stata negativa per 445 milioni contro attese per 450 milioni. «Il primo trimestre 2019 di Ovs ha confermato le difficoltà del presente contesto di mercato: crescita organica negativa, parzialmente mitigata da nuovi negozi a gestione diretta (Dos) e franchising. Ovs ha inoltre mitigato i deboli consumi con la riduzione degli acquisti, focalizzandosi sulla modalità 'in season'».

Il ceo, Stefano Beraldo, ha commentato i dati sottolineando che «il magazzino è rientrato ai livelli dell’anno precedente, pur in presenza di un network più esteso, e con un mix di merce caratterizzato da collezioni più recenti che permetteranno migliore vendibilità e marginalità. La posizione finanziaria netta, rettificata al fine di escludere gli impatti derivanti dalla prima applicazione dell’Ifrs16, dimostra un assorbimento di cassa inferiore nel primo trimestre di quest’anno rispetto all’anno precedente, diminuendo ulteriormente il gap rispetto ad un anno fa (il cash flow del primo trimestre è migliorato di circa 36 milioni)». Per il futuro il manager prevede di sviluppare vendita all'ingrosso per i supermercati, anche attraverso altre aperture nella seconda parte dell’anno tanto con Panorama e Finiper che con altri gruppi.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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