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Ovs pronto al «salvataggio» di Stefanel: offerta vincolante per acquisire il brand

L’assemblea ha approvato un aumento di capitale da 80 milioni di euro per cogliere opportunità di crescita proprio attraverso acquisizioni e fusioni

di Marta Casadei

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(ANSA)

L’assemblea ha approvato un aumento di capitale da 80 milioni di euro per cogliere opportunità di crescita proprio attraverso acquisizioni e fusioni


2' di lettura

Potrebbe arrivare da Ovs il salvagente che impedirà a Stefanel, storico brand veneto di maglieria made in Italy, di affondare definitivamente. Il gruppo guidato da Stefano Beraldo, dal 2015 quotato a Milano, ha infatti confermato di aver presentato «un’offerta vincolante volta all’acquisizione di alcuni asset» di Stefanel, attualmente in amministrazione straordinaria, «tra cui in particolare il brand storico dell'azienda».

I mezzi finanziari per acquisire gli asset in questione sono già in possesso del gruppo. Nonostante questo l’assemblea degli azionisti (la maggioranza è del fondo Tin di Tamburi) ha appena approvato un aumento di capitale da 80 milioni di euro per cogliere opportunità di crescita proprio attraverso fusioni e acquisizioni.

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Il Gruppo Ovs non è passato indenne attraverso l’annus horribilis 2020: mei nove mesi chiusi a ottobre, le vendite calano del 25,7% a 736,7 milioni mentre l'ebitda è sceso del 60% a 40,1 milioni di euro con un ebit negativo per 3,1 milioni. Ma il terzo trimestre dell’anno ha mostrato i primi segni di ripresa, con un incremento delle vendite del 6,1% rispetto allo stesso periodo 2019, a 361 milioni di euro.

La situazione di Stefanel - che verrà discussa domani in un incontro al ministero dello Sviluppo economico con il commissario e i rappresentanti dei lavoratori - è invece molto critica: il Covid ha dato la batosta finale all’azienda veneta, finita in amministrazione straordinaria nel settembre 2019, dopo un decennio di crisi ( e numerosi tentativi di salvataggio, con l’ingresso di fondi nella compagine societaria) culminato nella dichiarazione dello stato di insolvenza, portando il commissario straordinario Raffaele Cappiello a chiedere ( e ottenere) l’autorizzazione alla vendita. Dall’inizio dell’estate a oggi, tuttavia, le offerte presentate sono state rifiutate e nessun accordo è stato concluso.

La vendita - visto l’interesse di Ovs per «alcuni asset», potrebbe vedere separarsi il destino delle due business unit (Stefanel, cui fanno capo il brand e una trentina di negozi, e Interfashion, con il marchio High) dell’azienda che, fondata nel 1959, aveva contribuito a portare in tutto il mondo la maglieria made in Italy di fascia premium. In gioco anche il destino di circa 200 dipendenti in tutta Italia, di cui 70 operativi nella sede di Ponte di Piave (che appartiene alla business unit Stefanel).

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