Il decreto Brunetta

Pa, dal 15 ottobre tutti allo sportello. Smart working solo a servizi invariati

Le amministrazioni potranno continuare a concedere lo smart working ad alcune condizioni, a partire dal non ridurre la fruizione dei servizi a favore degli utenti. Lo prevede la bozza del decreto per il rientro dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni predisposta dal ministro della Pa, Renato Brunetta

Dal 15 ottobre tutti gli statali in ufficio: come?

2' di lettura

Tra la metà e la fine di ottobre tutti i dipendenti pubblici torneranno a lavorare in presenza (con green pass) partendo “da subito”, quindi già dal 15 ottobre, con la presenza in servizio del personale preposto alle attività di sportello e di ricevimento degli utenti (front office) e dei settori preposti alla erogazione di servizi all’utenza (back office), anche attraverso la flessibilità degli orari di sportello e di ricevimento dell’utenza.

Lo prevede la bozza del decreto per il rientro dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni predisposta dal ministro della Pa, Renato Brunetta, per il superamento dell’utilizzo del lavoro agile emergenziale. È stato il Dpcm firmato dal presidente del Consiglio Mario Draghi il 24 settembre a prevedere, per quanto riguarda il pubblico impiego, il ritorno alla presenza in ufficio come «modalità ordinaria». Si aspettano ora le Linee guida realizzate con il ministero della Salute per le verifiche sul Green Pass e la gestione di controlli e sanzioni.

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Dal 15 ottobre tutti di nuovo allo sportello

Per evitare che il personale che accede alla sede si concentri nella stessa fascia oraria, vanno individuate, indica la bozza, «fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita ulteriori rispetto a quelle già adottate, anche in deroga alle modalità previste dai contratti collettivi e nel rispetto del sistema di partecipazione sindacale». L’obiettivo è di ridurre l’affollamento sui mezzi pubblici nelle ore di punta. Ogni amministrazione provvede all’attuazione delle misure «attraverso i dirigenti di livello non generale, responsabili di un ufficio o servizio» e se non presenti «attraverso la figura dirigenziale generale sovraordinata».

Nella Pa smart working con condizioni: garantire servizi

Viene reintrodotto l’accordo individuale per lo smart working, che deve definire obiettivi, modalità e tempi di esecuzione e disconnessione, fasce di contattabilità e criteri di misurazione della prestazione. Le amministrazioni potranno continuare a concedere lo smart working ad alcune condizioni. Nella bozza di decreto si parla di rispetto di otto “condizionalità”, a partire dal non ridurre la fruizione dei servizi dell’amministrazione a favore degli utenti.

Lavoro in presenza prevalente

Tra le altre otto condizioni, l’amministrazione è chiamata a fornire al personale apparati digitali e tecnologici adeguati alla prestazione di lavoro richiesta. Deve aver previsto un piano di smaltimento del lavoro arretrato. E, inoltre, assicurare «il prevalente svolgimento in presenza della prestazione lavorativa dei soggetti titolari di funzioni di coordinamento e controllo dei dirigenti e dei responsabili dei procedimenti amministrativi». Dove le misure di carattere sanitario lo richiedano, va prevista la rotazione del personale impiegato in presenza.

Mobility manager per spostamenti casa-lavoro

Per agevolare gli spostamenti dei dipendenti pubblici, «anche con modalità sostenibili», i mobility manager aziendali delle pubbliche amministrazioni elaborano i piani degli spostamenti casa-lavoro (Pscl), tenendo conto dell’ampliamento delle fasce di ingresso e uscita dalle sedi di lavoro.

Niente green pass per chi lavora sempre in smart working

Palazzo Chigi ha chiarito nei giorni scorsi in una faq sul sito del governo che chi lavora sempre in smart working non dovrà avere il pass, che «serve per accedere ai luoghi di lavoro». In ogni caso - aggiunge però - lo smart working «non può essere utilizzato allo scopo di eludere l’obbligo di green pass».

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