Capitale umano

Pa, Brunetta: al via piano di formazione per 3,2 milioni di dipendenti

Tra i primi ad aderire al progetto, l’Università La Sapienza di Roma, Tim e Microsoft

3' di lettura

Parte il progetto “Ri-formare la Pa. Persone qualificate per qualificare il Paese”, il Piano strategico per la valorizzazione e lo sviluppo del capitale umano della Pubblica amministrazione. Un programma straordinario di formazione, digitale e accademica, e di aggiornamento che si snoderà lungo tutto l’arco temporale del Piano nazionale di ripresa e resilienza. A partire da questo mese coinvolgerà i 3,2 milioni di dipendenti pubblici, afferma il ministro della Pa, Renato Brunetta, dando il via «al più grande piano di formazione dei dipendenti pubblici. Oggi comincia un percorso importante di “ricarica delle batterie” della Pa».

Due ambiti di azione

Il piano porterà molti a conseguire la laurea, tanti laureati il diploma di master e corsi di specializzazione, e tutti ad acquisire le competenze necessarie a sostenere le transizioni che il Paese deve affrontare, in primis quella digitale, spiega il ministro della Pa presentando il piano insieme alla ministra dell’Università e Ricerca, Maria Cristina Messa. Tra i primi ad aderire al progetto, l’Università La Sapienza di Roma, Tim e Microsoft. Il programma è articolato in due filoni: il primo, inaugurato dal protocollo d’intesa siglato a ottobre scorso dai ministri Brunetta e Messa punta ad accrescere le conoscenze e le competenze dei lavoratori pubblici agevolando, grazie alla collaborazione della Crui, l’iscrizione a corsi di laurea e master presso tutte le università italiane; il secondo prevede l’avvio di programmi formativi specifici per sostenere le transizioni previste dal Pnrr, a cominciare da quella digitale, con partner pubblici e privati, nazionali e internazionali. E con un’attenzione particolare riservata alla formazione sulla cybersecurity, oggetto di un progetto già avviato con il ministero della Difesa.

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Il ministro: un miliardo di euro per uno scatto in avanti

«Oggi comincia un percorso importante di “ricarica delle batterie” della Pubblica amministrazione, che si aggiungerà al “cambio del sangue” nella Pa legato al turnover e alle decine di migliaia di assunzioni per l’attuazione del Pnrr», sottolinea Brunetta. «All’immissione di competenze dovuta ai flussi in ingresso si accompagnerà un investimento massiccio nella formazione dei dipendenti pubblici già in servizio, valorizzata nei nuovi contratti di lavoro, attraverso miglioramenti di carriera e di retribuzione, e rafforzata dal rilancio della Scuola nazionale dell’amministrazione (Sna) e di Formez Pa. Sono onorato di avere come partner di questa iniziativa il mondo dell’università, qui rappresentato dalla ministra Messa e dalla rettrice Polimeni, insieme a top player tecnologici come Tim e Microsoft», sottolinea ancora il ministro. «In cinque anni abbiamo a disposizione quasi un miliardo di euro per uno scatto in avanti della Pa», tra Pnrr e fondi strutturali (circa 200 milioni annui) da spendere entro il 2026, rimarca Brunetta, cui si aggiungono 50 milioni annui previsti in legge di Bilancio che si sommano alla spesa attuale di 150 milioni annui, per un totale quindi di circa due miliardi.

Messa: offerta universitaria flessibile per lavoratori

«Oggi l’offerta formativa, anche per i lavoratori, è attrattiva: i corsi sono più flessibili e interdisciplinari, le modalità per seguire le lezioni sono varie e sono pensate per andare incontro all’esigenza di conciliare lavoro e studio», evidenzia la ministra Messa. «Sono convinta che il forte coinvolgimento del sistema universitario in questo progetto unito all’impegno e alla volontà dei lavoratori-studenti di conseguire un titolo di studio universitario porteranno la pubblica amministrazione a migliorare la qualità dei servizi offerti, a garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati per i prossimi anni anche dal Pnrr, ad affrontare situazioni sempre più complesse».

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