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Pa, cambiano le pagelle degli statali: arriva il «miglior dipendente del mese»

Il riconoscimento monetario ai migliori dovrebbe essere affiancato, è il suggerimento dato ai diversi uffici pubblici, da gratifiche che facciano leva sulla formazione e sulla reputazione

di Enrico Bronzo


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(Sintesi Visiva)

2' di lettura

Le nuove linee guida per la misurazione e la valutazione delle performance individuali sono state messe a punto dal ministero della Pubblica amministrazione.

Al di là della ricompensa monetaria
La ricompensa monetaria, secondo il documento, poco si addice all'amministrazione pubblica, tanto che i suoi esiti sono «parzialmente inefficaci», complici le risorse esigue a disposizione, almeno nella gran parte dei casi, e la dispersione del gettone nelle mille voci che compongono la busta paga.

Parole magiche: formazione e reputazione
Il riconoscimento monetario andrebbe quindi affiancato, è il suggerimento dato ai diversi uffici pubblici, da gratifiche che facciano leva sulla formazione e sulla reputazione. L’invito è a sperimentare «attività di coaching e di mentoring» personalizzate, soprattuto per i più giovani.

Il «miglior dipendente del mese»
Funzionerebbero anche le formule per eleggere all’interno dell’organizzazione i “best performer”, individuando il “miglior dipendente del mese” e pubblicizzando l’iniziativa tramite newsletter o attraverso l’intranet. C'è poi la possibilità di unire le due cose, conferendo il ruolo di formatori interni ai “best performer”.

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Cartellino rosso
Ma ci sono anche i dipendenti che sfuggono ai propri compiti o peggio. A riguardo, il ministero ricorda come ogni ufficio debba dettagliare cosa si «intenda per valutazione negativa, definendo, ad esempio, una soglia di punteggio minima».

Le conseguenze delle bocciatureinvece sono già disciplinate per legge, che per i recidivi prevede perfino il licenziamento. La sanzione massima scatta dopo tre anni consecutivi in cui non si fa altro che collezionare «insufficienze».

Spiegando il senso delle nuove linee guida la ministra della P.a, Fabiana Dadone, ha anche sottolineato la necessità di allargare la platea dei valutatori, aprendo ai giudizi «dal basso», per uscire da una logica autoreferenziale e migliorarecosì i servizi resi ai cittadini.

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